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lunedì 3 dicembre 2018

REVIEW: KINGDOM OF ASH - Sarah J. Maas

 

KINGDOM OF ASH

Sarah J. Maas


Editore: Bloomsbury
Pagine: 992
Prezzo: 10,93 €

Trama: il viaggio di Aelin Galathynius da schiava ad assassina a Regina giunge al termine mentre la guerra imperversa in tutto il suo mondo. Ha rischiato tutto per salvare la sua gente, ma ad un prezzo altissimo. Rinchiusa in una bara di ferro dalla Regina dei Fae, Aelin deve trovare la forza di sopportare mesi di torture. La consapevolezza che cedere a Maeve condannerebbe le persone che ama le impedisce di spezzarsi, ma la sua risoluzione si sgretola giorno dopo giorno.
Con Aelin imprigionata, Aedion e Lysandra sono l'ultima linea di difesa di Terrasen. Ma anche i molti alleati che sono riusciti a radunare potrebbero non essere abbastanza per proteggere il regno contro le orde di Erawan.
Sparsi nel continente e gareggiando contro il tempo, Chaol, Manon e Dorian devono forgiare i propri sentieri per far sì che i loro destini si incontrino.
Aldilà del mare Rowan è alla ricerca della moglie e regina, prima che sia perduta per sempre.
Alcuni legami diverranno più profondi, altri verranno recisi per sempre, ma mentre i fili del destino alla fine si intrecciano, tutti dovranno combattere per la salvezza e un mondo migliore.



La mia opinione: eccomi qui, un mese dopo aver terminato la lettura, a scrivere finalmente una recensione per "Kingdom of Ash". 
Vi starete chiedendo come mai io abbia rimandato tanto a lungo. La risposta è semplice: ho passato gli ultimi cinque anni ad attendere l'uscita annuale del nuovo libro di questa serie, scrivere la recensione dell'ultimo volume significa chiudere definitivamente un capitolo importante.
La serie di Sarah J. Maas è stata un viaggio incredibile che noi lettori abbiamo avuto il privilegio di compiere con l'autrice e la protagonista, realizzare che è giunto al termine riempie noi lettori di lunga data di malinconia e tristezza.

Sarà molto difficile non fare alcuno spoiler, ma vedrò di riuscirci perchè non voglio assolutamente rovinare la lettura a nessuno di voi, poichè reputo "Kingdom of Ash" la degna conclusione di una serie epica!

Partiamo subito ricordando dove eravamo rimasti: Aelin è prigioniera di Maeve, lontana da tutti coloro che ama e che non smettono di cercarla; Dorian è partito con Manon e le Tredici, alla ricerca delle Crochan; Aedion si trova a nord, con Lysandra, cercando di tenere insieme i pezzi di un regno che rischia di disfarsi sotto i colpi del nemico; Chaol, con Yrene, sta attraversando il mare portando con sè nuove e vitali informazioni e alleati potenti. Siamo alle porte di uno scontro decisivo che deciderà le sorti di tutta Erilea e dei suoi abitanti.

Come avrete potuto intuire, la trama è molto intricata e questo ha richiesto l'utilizzo di diversi PoV per seguire tutte le storyline. Ci sono così tanti personaggi rilevanti che gestirli deve essere stata una vera e propria sfida per Sarah J. Maas, soprattutto per far sì che le strade da loro percorse si ricongiungessero al momento giusto. 

Ammetto di avere qualche perplessità riguardo le tempistiche dei viaggi che hanno interessato tre delle quattro storyline principali e come queste si incastrino con i tempi della quarta, da questo punto di vista le cose non sono proprio chiarissime, penso che per far quadrare tutto ci sarebbe stato bisogno di un lavoro lungo anni, un tempo che tutti noi fan non eravamo certo disposti ad accettare.
Credo che questa sia l'unica debolezza dell'intero romanzo e sono certa di non essere stata l'unica a notarla. Tuttavia, ha rovinto l'esperienza della lettura? No, almeno per quanto mi riguarda sono riuscita a godermi tutto il romanzo.
Si tratta di un piccolo difetto dinanzi al quale non mi sono soffermata più di tanto e sapete perchè? "Kingdom of Ash" ha dimostrato con quanta precisione Sarah J. Maas ha creato ogni altro minimo particolare in tutta la serie!

In quest'ultimo libro riceviamo finalmente le risposte a tutte le domande che ci siamo posti nel corso dei sette romanzi precedenti, risposte che mi hanno fatto capire che nulla è mai stato lasciato al caso e che l'autrice aveva chiaro fin da subito ogni dettaglio. Penso che non sia una cosa da poco e che dimostri il livello di maturità raggiunto come scrittrice dalla Maas; leggendo i suoi libri si è testimoni dell'evoluzione e della crescita di un'autrice che è amata oggi in tutto il mondo.

Passando ai personaggi, devo dirmi molto soddisfatta nel complesso: molti di loro sono maturati sotto più punti di vista, divenendo più sicuri, accettando il proprio ruolo ed essendo parte attiva della storia generale.
Aelin è finalmente diventata la regina che era nata per essere, ha riconquistato la sua posizione e le sue terre con il sangue e la sofferenza, sacrificando una parte di sè. Ah, se solo ripenso all'assassina piegata ma non spezzata del primo libro! 
Vi avverto, tutta la parte iniziale del libro è pura sofferenza, non credo di aver mai odiato così tanto Maeve quanto in quei capitoli.
Anche Dorian ha avuto il suo bel daffare, in viaggio con le Tredici, ed è stato soddisfacente vederlo crescere e comportarsi come un Re. Una parte del suo viaggio ci ha dimostrato anche quanto sia intelligente e scaltro, insomma Dorian non è solo un bel faccino e Manon se ne è resa conto prima di noi.
Che piacere poi ritrovare Chaol. In "Tower of Dawn" lo avevo amato tantissimo e devo dire che in questo libro non mi ha affatto delusa. Il suo percorso di crescita era giunto al culmine già nel volume precedente, ma trovo che sia comunque riuscito a migliorarsi.

Se stessi qui a parlarvi di tutti i personaggi non finiremmo più, perciò vorrei solo esprimere il mio apprezzamento per Elide, che in quanto a determinazione e forza di volontà non è seconda a nessuno; Fenrys, che ha tenuto insieme i pezzi di Aelin quando più ne aveva bisogno anche se lui stesso stava andando in frantumi; Rowan, che non si è mai arreso e ha attraversato interi continenti per la sua Regina; Aedion, che pur essendosi spesso comportato da stronzo, ha fatto sì che la resistenza reggesse abbastanza a lungo; Manon, che ha accettato la propria idenità e ha lottato per unire i clan.

Avrei solo due piccole domande: dove diavolo è stato Vaughan in tutto questo tempo e quando ha intezione di tornare alla civiltà? Hollin e la Regina sono ancora in qualche tenuta sperduta a darsi alla bella vita mentre il mondo è andato in pezzi ed è stato ricostruito?

Prima di concludere, vorrei fare ancora qualche piccola osservazione: sono particolarmente ossessionata io o anche altri che hanno letto il libro hanno trovato delle similitudini tra le battaglie di "Kingdom of Ash" e quelle de "Il Signore degli Anelli". Credo siano un omaggio dell'autrice ad un pilastro della letteratura fantasy, ma non mi ha dato particolarmente fastidio ritrovare una pseudo-battaglia del Fosso di Helm e una cosa molto simile alla cavalcata dei Rohirrim, la cosa mi ha fatto semplicemente sorridere.
Devo inoltre dire che mi è piaciuto moltissimo il modo in cui la Maas ha gestito tutte le parti riguardanti le battaglie e i combattimenti. Trovo che sia difficilissimo scrivere senza annoiare il lettore, riempiendo le pagine di unitili particolari e tecnicismi. In "Kingdom of Ash" le battaglie scorrono fluide e sono molto piacevoli da leggere!

Bene, credo di essere giunta al termine delle mie riflessioni. Non vi nascondo che sono triste perchè sto ponendo la parola fine ad una storia che mi è entrata nel cuore, con dei personaggi che non dimenticherò mai. Certo, ci saranno altri libri di Sarah J. Maas di cui parlarvi, ma è ugualmente difficile chiudere questo bellissimo capitolo della mia storia di lettrice e blogger.
Grazie Sarah J. Maas.

Il mio voto:






sabato 14 luglio 2018

REVIEW: THE WICKED DEEP - Shea Ernshaw



THE WICKED DEEP 

Shea Ernshaw

 

Editore: Simon & Schuster
Pagine: 320
Prezzo: 7,96 €

Trama: benvenuti nella città maledetta di Sparrow...
Dove, due secoli fa, tre sorelle furono condannate a morte per stregoneria. Pietre furono legate alle caviglie e loro annegate nelle acque profonde che circondano la città.
Ora, per un breve periodo ogni estate, le sorelle fanno ritorno, rubando i corpi di tre ragazze dal cuore debole per cercare vendetta, attirando i ragazzi nel porto e affogandoli.
Come altre persone del posto, la diciassettenne Penny Talbot ha accettato il destino della città. Ma quest'anno, alla vigilia del ritorno delle sorelle, un ragazzo di nome Bo Carter fa il suo arrivo, inconscio del pericolo che corre.
Diffidenza e bugie iniziano a diffondersi nelle strade bagnate dalla pioggia e invase dalla salsedine. I cittadini sono l'uno contro l'altro. Penny e Bo sospettano l'un l'altra di nascondere dei segreti. E la morte arriva senza far rumore per quelli che non riescono a resistere alla chiamata delle sorelle.
Ma solo Penny vede quello che gli altri non possono. E sarà costretta a scegliere: salvare Bo o salvare sé stessa.





La mia opinione: quando qualche settimana fa ho potuto godere di una bellissima aria fresca, per gentile concessione del brutto tempo, ho deciso di approfittarne per leggere un libro che sarebbe stato perfetto per il periodo di Halloween e che vi consiglio di mettere in lista per ottobre.

Ho sempre apprezzato delle storie sul sovrannaturale scritte bene, coinvolgenti e convincenti e "The Wicked Deep" è riuscito a colpirmi.

Sparrow è una piccola cittadina americana sul mare sulla quale grava una maledizione che dura da ben duecento anni. 
Da quando le tre sorelle Swan, arrivate per mare dall'Europa, sono state condannate alla morte per annegamento, ogni anno durante il solstizio d'estate la città è succube della loro terribile maledizione: le tre defunte sorelle si impossesseranno dei corpi di tre ragazze del posto e, agendo tramite loro, porteranno alla morte quanti più uomini e ragazzi possibile.
Dopo essere state accusate di stregoneria, per il semplice fatto di suscitare il desiderio negli uomini, Marguerite, Aurora e Hazel riemergono ogni anno dagli abissi per soddisfare la loro sete di vendetta inestinguibile.

L'autrice, Shea Ernshaw, ci trasporta in questa piccola e affascinante cittadina dell'Oregon nella quale tutti gli abitanti sono rassegnati a subire le conseguenze della maledizione centenaria, riuscendo anche a tramutarla in un vero e proprio business richiamando turisti da ogni dove, desiderosi di assistere al macabro spettacolo.

La storia ci viene raccontata seguendo le vicende di un'adolescente un po' fuori dal comune, Penny, che vive su di un'isoletta con la madre sperando nel ritorno del padre scomparso dopo essere uscito in barca.

Parallelamente alla sua storia si sviluppa anche quella delle tre sorelle Swan, raccontandoci il loro arrivo, il lavoro nelle bottega, le ambizioni e le aspirazioni di ciascuna di loro, trasformando quelle che potrebbero sembrare dei mostri in semplici ragazze desiderose di godersi la vita.
Ho trovato molto bella la loro caratterizzazione ed evoluzione e  le storie personali di ciascuna di loro, tanto da, un certo punto del romanzo, farmi cambiare idea.
Marguerite, Hazel e Aurora vengono descritte come streghe, creature del demonio, ma in realtà non erano altro che ragazze come altre, la cui unica colpa era la loro bellezza e il loro fascino. A trasformarle in mostri sono stati proprio gli abitanti di Sorrow, soprattutto per il fatto di averle odiate e diffamate anche dopo la loro morte.

La Ernshaw è riuscita ad intrecciare perfettamente le due storyline in modo tale che il lettore non si trovi mai a desiderare di saltare l'una o l'altra, mantenendo la tensione alta e sviluppandole in maniera coerente tra di loro.
Lo stesso sviluppo e caratterizzazione dei personaggi sono ottimi: ci si affeziona ai personaggi di Penny e Bo così come alle sorelle Swan, si empatizza con tutti loro e si segue l'evolversi delle vicende che li riguardano con il fiato sospeso.

Ho amato particolarmente questo romanzo per l'amosfera da brividi, i personaggi interessanti e l'aura di sovrannaturale che pervade ogni pagina, senza farci mancare delle importanti rivelazioni, soprattutto nel finale dolceamaro.

Se siete alla ricerca di una lettura per il prossimo Halloween allora vi consiglio di segnarvi "The Wicked Deep"!


Il mio voto:






mercoledì 4 luglio 2018

REVIEW: LEGENDARY - Stephanie Garber

 

 

LEGENDARY 

Stephanie Garber



https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/51fn27pXK6L._SX328_BO1,204,203,200_.jpgEditore: Flatiron
Pagine: 451
Prezzo: 13,95 €

Trama: un cuore da proteggere. Un debito da ripagare. Un gioco da vincere.

 Dopo essere stata risucchiata nel magico mondo di Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente e a scappare da suo padre e salvare la sorella Scarlett da un disastroso matrimonio combinato. 
Le ragazze dovrebbero star festeggiando, ma Tella non è libera. Ha stretto un accordo disperato con un misterioso criminale e ciò che Tella gli deve nessuno mai è riuscito a dargli: il vero nome del Maestro di Caraval, Legend.
L'unica chance di scoprire l'identità di Legend è vincere Caraval, perciò Tella si butta nella competizione e sul cammino dell'assassino erede al trono. Caraval ha sempre richiesto coraggio, abilità e sacrificio. Ma adesso il gioco chiede di più. 
Se Tella non riuscirà a tenere fede alla propria promessa e consegnare il nome  di Legend, potrebbe perdere tutto ciò a cui tiene, anche la sua vita. Ma se vincerà, Legend e Caraval saranno distrutti per sempre.

Benvenuti, benvenuti a Caraval... il gioco è appena all'inizio.



La mia opinione: credo di non sbagliarmi nell'affermare che Stephanie Garber sia stata l'autrice rivelazione dello scorso anno per quasi tutti noi lettori. Con il suo "Caraval" era riuscità a trasportarci in una storia nella quale realtà e illusioni erano talmente intrecciate tra di loro da non riuscire più a distinguere l'una dalle altre.
Quest'anno la Garber è tornata per farci vivere una nuova avventura e riaprire il sipario sul Caraval,  questa volta raccontandoci la storia di Tella. Ricordate la sorella passionale ed impulsiva di Scarlet? Be', credetemi quando vi dico che la sua storia è più interessante di quello che avremmo potuto immaginare.

Aver salvato la sorella dal padre e dalla prospettiva di un infelice matrimonio combinato non è stato facile per Donatella, nè privo di un costo ancora da pagare. Per riuscire nel proprio intento, la ragazza è venuta a patti con un uomo pericoloso e misterioso che adesso vuole riscuotere ciò che gli era stato promesso: il vero nome di Legend.
Quasi a voler stuzzicare Tella, ciò che più le serve si rivela essere il premio del prossimo Caraval, che inizierà prima di quanto potesse immaginare!

Donatella si ritroverà a giocare una partita dall'esito potenzialmente mortale e questa volta scenderanno in campo anche degli esseri mitologici, quasi delle divinità che faranno di tutto per liberarsi dalla propria prigione e tornare a regnare sugli uomini mortali. 
Come se non bastasse, proprio dietro uno di loro si cela l'uomo misterioso che l'ha aiutata in passato e che adesso non ha intenzione di mollare la presa su di lei.
Le cose si faranno ancora più complicate quando il misterioso Dante inizierà a ricoprire un ruolo sempre più importante nella storia...

Con questo nuovo libro Stephanie Garber è riuscita a riportare sulle pagine la magia di Caraval, incupendo ancora di più l'atmosfera e trasformando la storia in un romanzo dalle tinte fosche. 
Ho apprezzato tantissimo questa svolta dark, quasi gotica, il trovarsi costantemente in bilico, ad un passo dal baratro, e in lotta con delle entità mistiche mosse dal desiderio di vendicarsi e riprendere la propria posizione di supremazia. Tutto questo ha fatto sì che "Legendary" non fosse una mera imitazione del primo volume, "Caraval", semmai una sua evoluzione.

Sempre presente è il dubbio instillato nella mente del lettore già in "Caraval": quello che accade durante il festival è veramente tutto un'illusione? Dove si trova il confine tra finzione e realtà? Quanto questo confine è labile?

In "Legendary" non si può fare a meno di essere assaliti, ancora una volta, da mille dubbi.
Gli stessi personaggi appaiono spesso ambigui e riuscire a capire se stiano interpretando o meno una parte è davvero difficile! Sia Dante sia un personaggio misterioso, del quale non voglio svelarvi l'identità, vi faranno impazzire per i mille dubbi, così come accade a Tella.
A proposito della protagonista, vorrei dire che, sebbene nello scorso volume non mi fosse molto simpatica, in questo libro è riuscita a farsi apprezzare moltissimo. Vi dirò, temevo che l'avrei odiata tutto il tempo e avrei rimpianto Scarlet, invece Donatella è un personaggio tutto da scoprire!
Se ve lo state chiedendo, anche i protagonisti del libro precedente tornano a farsi rivedere e la loro storia è tutt'altro che conclusa.

"Legendary" è un libro che mi ha affascinata e rapita, tuttavia non sarei onesta con voi se non vi dicessi che questa volta non assegnerò le cinque stelline piene.
Il motivo è semplicissimo: se "Caraval" era stato imprevedibile, purtroppo "Legendary" non lo è stato altrettanto. La rivelazione principale, ossia l'identità di Legend, non è stata per me sconvolgente poichè l'avevo indovinata con grande anticipo, seppur io non sia molto brava in queste cose.
Se c'è una cosa che manca a "Legendary" è proprio l'imprevedibilità che l'avrebbe reso un romanzo perfetto.

Nonostante questo, attendo con ansia il volume conclusivo, "Finale", la cui esistenza è stata per me un vero colpo di scena!



Il mio voto:







giovedì 10 maggio 2018

REVIEW: A COURT OF FROST AND STARLIGHT - Sarah J. Maas



A COURT OF FROST AND STARLIGHT
Sarah J. Maas


A Court of Frost and Starlight

Editore: Bloomsbury
Pagine: 272
Prezzo: 10,30 €


Trama: Feyre, Rhys e i loro compagni sono ancora impegnati nella ricostruzione della Night Court e del mondo al di fuori, profondamente cambiato. Ma il Solstizio d'Inverno, e la tregua duramente guadagnata , è finalmente vicino.
Eppure nemmeno l'atmosfera festiva può tenere lontana l'oscurità del passato. Mentre Feyre affronta il suo primo Solstizio d'Inverno come High Lady, scopre che quelli che le sono vicini hanno più ferite di quelle che avrebbe potuto immaginare... ferite che avranno impatto sul futuro della loro corte.






La mia opinione: eccoci come ogni anno a recensire un nuovo libro di Sarah J. Maas. Ormai siamo abituati (o almeno lo è chi legge i suoi libri in inglese) ad avere tra la mani un suo nuovo libro due volte l'anno.
Questa volta c'è stato un piccolo cambiamento, nel senso che sui nostri scaffali non arrivano né una novella né un romanzo vero e proprio, ma una via di mezzo tra le due cose.

Lo sappiamo, Sarah J. Maas non è brava nel trattenersi e scrivere poche pagine perciò, per prepararci alla prossima trilogia, eccoci con un volume di quasi 300 pagine che farà da ponte tra la trilogia ACOTAR e i libri previsti per i prossimi anni.

"A Court of Frost and Starlight" è l'ultimo volume che vede al centro le vicende di Feyre e Rhys, chiude quello che è stato un bel percorso fatto da questi due amatissimi personaggi, che tuttavia sicuramente faranno qualche comparsa nelle prossime storie. 
Per chiudere un capitolo così importante Sarah J. Maas ha deciso di regalarci una storia che sa di addio ma che al tempo stesso prospetta anche un nuovo inizio, tema più che coerente con l'evento attorno al quale ruota ACOFAS, ossia il Solstizio d'Inverno.

Quella che è la notte più lunga dell'anno viene festeggiata in tutta la Night Court e soprattutto a Velaris. Mai come prima si tratta di una festività che riunisce le famiglie o quel che resta di molte di loro dopo gli eventi del precedente volume.
Feyre può ritenersi fortunata, ha ancora accanto a se il suo compagno, una delle sue sorelle e la sua nuova famiglia. Certo, non sono tutte rose e fiori, anche lei deve fare i conti con le conseguenze della guerra e della vittoria raggiunta a caro prezzo, però c'è chi se la passa peggio di lei.

E qui apriamo due capitoli enormi e immagino che uno dei due creerà una nuova guerra all'interno del fandom: Nesta e Tamlin.

Partiamo da Nesta. 
Non è mai stata un personaggio facile, tutt'altro, e il suo carattere non l'ha resa particolarmente amabile, quella che era la sua personalità da umana è stata enfatizzata dalla trasformazione che ha subito, tant'è che la stessa Feyre non riesce in alcun modo ad avvicinarla.
Si è allontanata da tutti, isolandosi per cercare di trovare un senso a questa nuova vita. Una volta Feyre aveva detto che in Nesta ogni emozione era amplificata, lei sentiva "troppo" le emozioni, eppure adesso si ritrova a fare i conti con il problema opposto: Nesta non riesce più a provare niente.

Sembra che la trasformazione, la guerra, la morte del padre abbiano ucciso in lei ogni sentimento, ogni emozione per lasciare spazio solo al vuoto che ora cerca di riempire con una condotta a dir poco discutibile.
Frequenta le taverne peggiori, beve, gioca d'azzardo e torna in quella che è la sua nuova casa ogni sera con un fae diverso. 

Sapete qual è la cosa peggiore? Nesta è disorientata, si ritrova in un mondo che non è il suo, in un corpo che le è estraneo e sembrano essere tutti spaventati da lei. Eppure, per quante volte lei sbatta loro la porta in faccia, le sue sorelle dovrebbero fare qualcosa di più!
Le hanno dato spazio, ma dato che è evidente che la cosa non ha funzionato qualche sforzo in più da parte loro me lo sarei aspettato. 
L'unico che alla fine se ne frega di quella barriera che Nesta ha eretto tra lei e il resto del mondo è Cassian. Il fatto che lei non cerchi di staccargli la testa e gli permetta di accompagnarla, seppur non  facendo i salti dalla gioia, mi ha convinta definitivamente del fatto che, nonostante il suo atteggiamento e quelli che sono i messaggi che le sue azioni trasmettono, non vuole trascorrere l'eternità da sola e circondata dal vuoto.
Una cosa è rispettare i tempi e gli spazi altrui, un'altra è arrendersi e, mi dispiace dirlo, ma ho la netta impressione che Feyre ed Elain  abbiano gettato la spugna con lei. Anche ciò che accade nell'epilogo sono convinta sia frutto degli sforzi di Cassian per cambiare le cose e che Feyre abbia solo colto la palla al balzo. 
Di sicuro possiamo aspettarci che il prossimo libro abbia come protagonisti Nesta e Cassian e non vedo l'ora di leggerlo perché il percorso che la attende credo sarà molto interessante, soprattutto considerando la complessità del suo personaggio, uno tra i miei preferiti.

Passiamo ora a Tamlin e prendiamo tutti un grande respiro.
Sì, si è comportato da stronzo manipolatore e oppressivo. Sì, non ha aiutato Feyre quando ne aveva più bisogno. Sì, è sceso a patti con un mostro e ha preso delle decisioni terribili.
Non giustifico niente di tutto questo, sapete quanto io lo abbia criticato in passato e per tutto quello che ha fatto vorrei prenderlo ancora a schiaffi, ma è tempo di fermarci e analizzare chi è diventato  Tamlin.

Quando lo abbiamo conosciuto aveva già perso tutta la sua famiglia, uno dei suoi amici era stato praticamente torturato da Amarantha e ne avrebbe portato per sempre i segni indelebili, uno dei suoi uomini si era sacrificato per permettere a tutta la Spring Court di avere una possibilità di sconfiggere la maledizione, solo questo basterebbe per rendere chiunque pazzo.
Poi arriva Feyre e a un certo punto sembra che finalmente si sistemi tutto, peccato che Tamlin sarà costretto a guardarla impotente mentre Amarantha la tortura e cerca di ucciderla quasi riuscendo nell'impresa.

Da Sotto la Montagna Feyre e Tamlin escono cambiati ed entrambi devono fare i conti con quello che è successo. 

Tamlin sbaglia quando ignora il malessere di Feyre e non fa nulla per aiutarla, anzi la rinchiude in casa, peggiorando la situazione. Rhys ha praticamente salvato la vita di Feyre, ma entrambi hanno commesso delle leggerezze le cui conseguenze possono farmi riflettere solo a posteriori.
Quando riceve il biglietto da parte di Feyre, sapendo fino a quel momento che lei era analfabeta, cos'avrebbe dovuto pensare Tamlin? Ovviamente che Rhys, dopo averla portata via, stia cercando di convincerlo che lei sia andata con lui di sua spontanea volontà. Ragazzi, se trovassi un messaggio da parte di mia nonna, che è analfabeta, nemmeno Tom Hiddleston riuscirebbe a convincermi che lo ha scritto lei!

Vedete, in tutto quello che è successo tra Tamlin e Feyre ci sono tante cose alle quali non ho mai pensato perchè troppo arrabbia con lui. 

La reputazione della Night Court non era certo delle migliori , anzi, e nessuno al di fuori dei diretti interessati sapeva che in realtà si trattava di uno posti migliori nei quali vivere. Per quel che ne sapeva, Rhys poteva benissimo star torturando Feyre. Noi sapendo tutto quello che sappiamo potremmo solo ridere davanti alla sola idea, ma tant'è.
Tamlin cosa fa? L'ennesima cavolata alleandosi con quel mostro e tirando dentro a tutto quel casino anche Nesta ed Elain. Sì, siamo tutti d'accordo nell'incoronare Tamlin Re delle pessime decisioni.
Sappiamo tutti poi come abbia reagito quando ha visto Feyre e Rhys insieme, ma non possiamo nemmeno ignorare il fatto che almeno abbia dato un contributo per vincere contro Hybern e far tornare tra i vivi Rhys.

Detto tutto questo, il Tamlin di ACOFAS mi ha spezzato il cuore. Chiariamoci, qualche schiaffo glielo darei ancora volentieri, ma ritrovarlo sconfitto, praticamente morto dentro mi ha fatto male. Ho il cuore tenero, che ci volete fare, ma mi è dispiaciuto per lui: non ha più niente, nessuno, è circondato solo dal nulla e io pensandoci mi sento male per lui.
Quando Rhys va a fargli visita e si accorge che è tutto abbandonato, che non c'è nemmeno un accenno di vita in tutta la Spring Court, che non c'è alcuna barriera che gli impedisca di materializzarsi in casa di Tamlin e ucciderlo, be' lì sono rimasta inebetita a fissare le pagine.
Quel che è peggio è il fatto che tutto questo sia praticamente l'opposto di ciò che stiamo vedendo nella Night Court.

Per quanto Tamlin abbia sbagliato, per quanto io lo abbia odiato e abbia odiato le sue decisioni, alla fine, quando contava, ha cercare di fare la cosa giusta. 
Adesso che è tutto finito e le cose sono volte per il meglio, credo che il peso di tutto ciò che ha fatto e detto gli stia ricadendo addosso mettendolo di fronte a tutte le scelte sbagliate prese dal momento in cui ha incontrato Feyre.
Ha sbagliato ed è giusto che paghi, ma credetemi quando vi dico che forse ha sofferto a sufficienza e, cosa più importante, ha capito l'enormità dei suoi errori e questo mi basta.
Spero vivamente che la Maas ci dia la possibilità in futuro di vederlo ancora e, soprattutto, dia a lui la possibilità di riscattarsi e intraprendere un percorso che lo porti a cambiare e migliorare se stesso.

Affrontati i due argomenti che reputavo meritassero di essere trattati, voglio concludere dicendo che ACOFAS non è un capolavoro, avrei voluto vedere di più l'Inner Circle magari togliendo un pochino dello spazio che è stato dedicato al rapporto tra Feyre e l'arte perchè non vi nascondo che in quelle parti avrei voluto saltare qualche riga per vedere cosa sarebbe successo dopo.

Questa via di mezzo tra novella e romanzo non è una delle migliori creature di Sarah J. Maas, in alcuni punti l'ho trovato lento, ma offre tantissimi spunti di riflessione su alcuni personaggi e nell'epilogo prepara la strada per il prossimo romanzo che muoio dalla voglia di leggere!


Il mio voto:




giovedì 22 febbraio 2018

REVIEW: THE FALCONER - Elizabeth May



THE FALCONER
Elizabeth May


15791085
Editore: Chronicle Books

Pagine: 378
Prezzo: 6,81 €

Trama: lady Aileana non ha paura della notte: è nelle pieghe del buio che può compiere la sua missione. Non ha paura degli stretti vicoli di Edimburgo e dei pericoli che vi si annidano: è lì che può trovare le sue prede. Perché Aileana, giovane figlia del marchese di Douglas, nasconde un segreto: se di giorno è una perfetta gentildonna del diciannovesimo secolo, alle prese con gioielli, vestiti e feste scintillanti, di notte è una spietata cacciatrice di fate. Tutto è iniziato un anno prima, la sera del suo debutto in società: la stessa, tragica sera della morte di sua madre, uccisa da un essere soprannaturale. Da allora, Aileana sente dentro di sé una voce selvaggia che la sprona alla vendetta. Da allora, ha intrapreso un duro addestramento per imparare a combattere le fate: creature assetate di sangue che si nutrono dell'energia vitale degli umani. È stato Kiaran, il suo affascinante maestro, a fare di Aileana una guerriera, allenandola alla battaglia. E sarà lui a farle scoprire lo straordinario destino che l'attende. Perché Lady Aileana è l'ultima cacciatrice di un'antica stirpe, l'unica in grado di proteggere l'umanità la notte in cui tutte le fate si risveglieranno. La notte, ormai imminente, del solstizio d'inverno.


La mia opinione: uno dei miei buoni propositi di quest'anno è quello di leggere finalmente tutti quei libri che giacciono da anni nel mio ereader o su gli scaffali della mia libreria.

Adesso che finalmente questa trilogia è completa (in inglese, perché in italiano siamo fermi ancora al primo volume da ben quattro anni e la serie è stata interrotta) ho deciso che è arrivato il momento di leggere "The Falconer" di Elizabeth May.

Sì, lo ammetto, una delle cose che mi ha subito attratta è la cover bellissima di questo e degli altri volumi. Essendo molto frivola dentro, molto spesso mi imbatto in libri da copertine bellissime ma dal contenuto pessimo, per fortuna non è questo il caso!

La vita di Aileana era quella di una qualsiasi debuttante di buona famiglia, fatta di frivolezze, balli e sogni ad occhi aperti. Eppure basta un attimo per sconvolgere tutto: un attimo prima è una debuttante, quello dopo si ritrova a fare i conti con l'esistenza delle fate e il corpo martoriato della madre.

Aileana non è una semplice umana ma una Falconer, dotata di capacità e forza innate che le permettono di combattere le fate e ucciderle mettendo fine alla loro sete di sangue. Sì, perché le fate non sono quelle creature aggraziate e dolci che tutti immaginiamo, bensì degli esseri che godono nel dare la caccia agli umani e ucciderli.
Solo i Falconer sono in grado di contrastarli, ma con il passare dei secoli sono diventati sempre più rari e ora Aileana è l'ultima rimasta.

La ragazza si ritrova così a dover stravolgere la propria vita, a fare i conti con la sete di vendetta che la anima e con un maestro affascinante quanto mortale che le insegnerà a diventare una nuova persona.

E non finisce qui, perchè a quanto pare qualcosa di molto simile alla fine del mondo per gli umani è vicina e Aileana è l'unica a poterla fermare, sempre che arrivi in tempo...

Nel corso degli anni non ho letto molti libri nei quali fossero presenti le fate, solo nella saga degli Shadowhunters e in quella di Throne of Glass vi è qualcosa di simile, quindi ero curiosa di scoprire come queste creature potessero essere sfruttate in un romanzo.
Certo, sapevo che nel folklore le fate non sono sempre creature benigne, anzi, ma ritrovarsi a leggere di loro come esseri assetati di sangue è stato strano ed interessante.

In questo primo volume abbiamo maggiormente a che fare con due di loro, ossia Derrick, una fata dalle dimensioni molto ridotte che vive nell'armadio di Aileana, e Kiaran, l'affascinante e terribile maestro che le insegnerà a cacciare le fate.

Tra i due il più complesso è Kiaran: non sappiamo nulla del suo passato o del motivo per cui ha deciso di schierarsi contro il suo stesso popolo. Ogni volta che pensavo di averlo compreso, ecco che qualcosa faceva affiorare un altro aspetto del suo personaggio mettendo tutto in discussione. 
Ho apprezzato molto il fatto che Kiaran sia rimasto fedele a sé stesso durante il romanzo, che non sia stato umanizzato troppo snaturandolo, senza tuttavia rinunciare ad una sua evoluzione.

Per quanto riguarda Aileana direi che è approvata in pieno! É tosta, non si piange addosso, anzi incassa il colpo e rialza la testa ogni volta. Sa che la sua vita non sarà più la stessa e ciò che le è successo le da' la forza di fare quello che deve e di combattere giorno dopo giorno; ha perso tutto o quasi, ma ha trovato una missione e una vendetta da portare avanti e non si farà fermare da nessuno.
Adoro quando i personaggi femminili vengono rappresentati come delle creature forti, in grado di resistere, stingere i denti, andare avanti e combattere!

Anche la trama è un punto a favore, è ben articolata, con tanta azione e giusto un pizzico di sentimentalismo. La May è riuscita a creare una realtà che è un mix tra l' '800 e lo steampunk, facendo sì che le cose non cozzassero. Il rischio che il tutto risultasse pacchiano c'era, ma l'autrice è stata molto brava nel calibrare tutto e ad aggiungere anche tanto folklore alla storia.

Il finale dal ritmo serrato ci lascia con un cliffhanger non indifferente, perciò sono contenta di avere già il secondo e il terzo volume pronti per essere letti!

Un ottimo primo romanzo che mi lascia ben sperare per i sequel.


Il mio voto:











venerdì 2 febbraio 2018

REVIEW: HUNTING PRINCE DRACULA - Kerry Maniscalco



HUNTING PRINCE DRACULA Kerry Maniscalco



33784373
Editore: Little Brown Young Readers

Pagine: 320
Prezzo: 10,34 €

Trama: dopo l'orrore e il dolore conseguenti la scoperta dell'identità di Jack lo Squartatore, Audrey Rose Wadsworth non ha scelta se non quella di scappare da Londra e dai suoi ricordi. 

Insieme all'arrogante e affascinante Thomas Cresswell, si mette in viaggio verso il cuore oscuro della Romania, sede di una delle migliori scuole di medicina forense d'Europa... e di un altro noto assassino, Vlad l'Impalatore, la cui sete di sangue è diventata leggenda.

Ma il sogno di una vita si tinge presto di sanguinarie scoperte nelle sale proibite del castello, e Audrey Rose è chiamata ad investigare un omicidio stranamente familiare. Ciò che trova riporta in vita tutte le sue più terribili paure.





La mia opinione: sapete quando vi accorgete di aver letto un gran bel libro, uno di quelli da cinque stelline piene? Quando anche a distanza di mesi ricordate perfettamente tutta la trama e, se ci pensate, riuscite a sentire ancora tutte le emozioni che vi ha suscitato.

Ho letto "Hunting Prince Dracula" qualche mese fa e, dato che sono una blogger pessima, mi accingo solo ora a scrivere la recensione. Sì, meriterei il premio di blogger procrastinatrice dell'anno!
Be', meglio tardi che mai, giusto? Soprattutto perchè ho amato tantissimo questo libro di Kerry Maniscalco, così come era successo con "Stalking Jack the Ripper", e credo proprio di aver trovato una nuova autrice preferita.

martedì 31 ottobre 2017

REVIEW: STALKING JACK THE RIPPER - Kerry Maniscalco



STALKING JACK THE RIPPER 
Kerry Maniscalco





Editore: Jimmy Patterson  
Pagine: 325
Prezzo: 9,85 €


Trama: la diciassettenne Audrey Rose Wadsworth è la figlia di un lord, gode di una vita fatta di benessere e privilegi a portata di mano, Ma tra i té in società e le prove degli abiti di seta, conduce una vita segreta proibita. 

Andando contro i desideri di suo padre e le aspettative della società, Audrey si rifugia spesso nel laboratorio di suo zio per studiare la  macabra pratica della medicina forense.
Quando, lavorando su una serie di cadaveri uccisi selvaggiamente, Audrey Rose viene fagocitata dalle investigazione riguardo il serial killer, le sue ricerche la portano vicina al proprio mondo in pezzi.





La mia opinione: ragazzi, voi non avete idea di quanto sia bello questo libro!
Giuro, durante la lettura non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine, totalmente prigioniera di questo romanzo così ricco di azione e misteri!

Siamo nel 1888 ed Audrey Rose è una giovane troppo arguta ed intelligente per passare le giornate solo a scegliere nastri e spettegolare. Non che non sia interessata a passatempi frivoli e femminili, tuttavia questo non le impedisce di interessarsi ad altre attività, come studiare il corpo umano ed effettuare autopsie.

Certo, deve costantemente stare attenta a non farsi scoprire dal padre iperprotettivo, ma con l'aiuto del fratello Nathaniel e dello zio, anch'egli uomo di scienza, nulla è impossibile!
Audrey Rose ha una mente brillante e curiosa, caratteristica che la porterà presto a ficcare il naso in uno dei più grandi misteri di Londra,

Una dopo l'altra, giovani donne, costrette a prostituirsi per sopravvivere, vengono ritrovate per le strade della capitale inglese brutalmente uccise, sventrate e private di alcuni organi.

Chi sarà mai il misterioso uomo che terrorizza Londra?

Quando i corpi di quelle donne iniziano ad essere mandati dalla polizia al laboratorio di suo zio affinchè possa essere effettuata l'autopsia, Audrey Rose decide che non può starsene con le mani in mano in attesa che il prossimo corpo venga loro recapitato.
Così, travestitasi, decide di investigare per le strade con il favore della notte...

Sì, decisione poco saggia, dobbiamo ammetterlo, ma la ragazza ha un bel caratterino e una volontà di ferro che spesso e volentieri si scontrano con l'ironia pungente di Thomas, pupillo e studente di suo zio con il quale, neanche a dirlo, entra immediatamente in competizione.

Be', se non altro formano una bella coppia di investigatori con due cervelli fuori dalla norma!
Jack lo Squartatore, hai le ore contate!

Peccato che, più le loro indagini proseguono più i dubbi e le incertezze assalgono la povera ragazza, soprattutto considerato lo strano comportamento di suo padre, dipendente dall'oppio...

Quello di Kerry Maniscalco è un romanzo affascinante, magnetico, dal ritmo incalzante e con personaggi che "bucano" la pagina!
Un ottimo libro che riesce a mescolare alla perfezione azione, mistero e femminismo.

É davvero impossibile non adorare la protagonista, intraprendente, caparbia e passionale in tutto ciò che fa. 
Vi sfido a non cedere al fascino e all'ironia, con un pizzico di arroganza, di Thomas, soprattutto quando tiene in così alta considerazione le idee e le capacità di Audrey Rose.

Il mistero riguardante l'identità di Jack lo Squartatore è stato usato magistralmente dall'autrice per raccontarci una storia nella quale non riesco a trovare difetto alcuno.
Dalla trama ben strutturata e ricca di misteri e colpi di scena, ai personaggi costruiti perfettamente, "Stalking Jack the Ripper" è un romanzo che, se leggere in inglese, vi consiglio caldamente!

P.s. qualche ce italiana deve assolutamente portare nelle nostre librerie questo romanzo!


Il mio voto: 



giovedì 14 settembre 2017

REVIEW: TOWER OF DAWN - Sarah J. Maas

TOWER OF DAWN 

Sarah J. Maas



Editore: Bloomsbury
Pagine: 672
Prezzo: 9,99 £


Trama: Chaol Westfall si è sempre definito in base alla sua incrollabile lealtà, forza e alla sua posizione di Capitano delle Guardie. Ma tutto questo è cambiato da quando Aelin ha mandato in frantumi il castello di vetro, da quando gli uomini di Chaol sono stati trucidati, da quando il Re di Adarlan gli ha risparmiato la vita, ma gli ha lasciato un corpo rotto.
Ora lui e Nesryn salpano per Antica,  la roccaforte dell'Impero a sud del continente e dei leggendari guaritori di Torre Cesme. É la sola possibilità che Chaol ha di guarire, e con la guerra in arrivo a casa, la sopravvivenza di Dorian ed Aelin potrebbe dipendere dalla capacità di Chaol e Nesryn di convincere i regnanti di Antica ad allearsi con loro.
Ma quello che scopriranno li cambierà entrambi e sarà ancor più importante per salvare Erilea di quanto potessero aver immaginato.



La mia opinione: in questo preciso momento ho solo un pensiero in mente, ovvero che questa è la penultima recensione che scriverò sui libri di questa serie e la cosa mi rende a dir poco triste.

"Tower of Dawn", la novella diventata libro, è il sesto libro della serie di Sarah J. Maas che ha avuto in questi anni un successo crescente, non senza qualche polemica interna al fandom, ed ha conquistato lettori in tutto il mondo.

Parlando di polemiche, so che tantissimi sono arrivati ad odiare il personaggio di Chaol, qualcuno pienamente convinto delle proprie idee, altri semplicemente incapaci di accettare i cambiamenti e la crescita del personaggio, perciò so che queste persone probabilmente non leggeranno questo libro.
Lasciatemelo dire, è un errore enorme! Questo non lo dico per via dei personaggi, ma soprattutto perchè in "Tower of Dawn" la Maas ha sganciato delle notizie bomba che mi hanno lasciata a fissare incredula le pagine. Ma ne parleremo dopo, ovviamente senza spoiler...

Come dicevo prima, "Tower of Dawn" era nata come una novella con l'idea di colmare il gap narrativo che si sarebbe creato nella storyline di Chaol e Nesryn, tuttavia si è trasformata con il tempo in un vero e proprio libro che sono felicissima sia arrivato nelle nostre mani!

In "Queen of Shadows" avevamo lasciato Chaol gravemente ferito e in viaggio, con Nesryn, verso Antica per far visita ai rinomati guaritori di Torre Cesme, L'obiettivo è curare l'ormai ex-capitano delle guardie e nel frattempo convincere il kaghan a scendere in guerra al fianco di Aelin come alleato.
Due missioni dall'esito incerto e tutt'altro che semplici, ma un tentativo va fatto perciò i due, dopo settimane di viaggio, arrivano finalmente nel continente del sud.

Chaol, nel corso della serie, ha conosciuto un'evoluzione incredibile: è stato il fedelissimo capitano delle guardie, l'amico fraterno di Dorian, ha visto la sua vita stravolta dall'arrivo di Celaena, si è innamorato, ha commesso errori, ma non si è mai arreso e la sua fedeltà verso Dorian non ha mai vacillato, ha rischiato tutto aiutando i ribelli di Rifthold ed è stato spezzato nel corpo e quasi nella mente.
Come può un personaggio, dopo aver passato tutto questo, rimanere sempre uguale, statico? Infatti non può e adesso dobbiamo fare i conti con un Chaol provato: non solo il suo corpo gli impedisce di continuare ad essere chi era, ma ha sulle spalle grandi responsabilità perchè l'esito della guerra contro Erawan potrebbe dipendere proprio da lui e da ciò che riuscirà a fare ad Antica.

Certo, è sempre il Chaol orgoglioso e testardo di sempre, ma questa volta ha trovato pane per i suoi denti...

Ed è proprio qui che entra in scena una nostra vecchia conoscenza: Yrene Towers.
Ricordate quella ragazza, nella novella "The assassin and the healer", che Celaena aveva aiutato? Eccola due anni dopo, una donna forte, sicura e probabilmente la migliore guaritrice che esista.
Non ha dimenticato quella ragazza che l'aveva aiutata a difendersi e le aveva dato i soldi per finalmente raggiungere il continente del sud, porta sempre con sé il breve messaggio che le aveva lasciato e ogni giorno cerca di onorare quelle parole, anche se continua ad ignorare la sua identità.

Diciamo che Chaol non è un paziente esemplare, ha costruito una corazza intorno a sé, è scontroso, vi verrà voglia di prenderlo a pugni, ma pian piano capirete che la guarigione della quale ha bisogno è tanto fisica quanto mentale ed Yrene questo lo sa benissimo, come sa anche che dovrà combattere per poterlo fare.

Questo libro, però, è tanto di Chaol quanto di Nesryn ed ho adorato il suo personaggio!

Caspita, i personaggi femminili della Maas sono sempre così pieni di sfaccettature e con carattere e coraggio da vendere, cosa che io apprezzo immensamente.

Nesryn, nuovo capitano delle guardie, ha il compito di aiutare Chaol nella sua missione e non può fare a meno di preoccuparsi per quella che è diventata una delle persone per lei più importanti. Tuttavia, questo viaggio per lei rappresenta finalmente la possibilità di toccare con mano la realtà della quale è figlia, di non sentirsi più un'estranea ma circondata da persone che con lei condividono la cultura.
É stato meraviglioso vederla riscoprire sé stessa, le proprie tradizioni, ricongiungersi con un ramo della propria famiglia, sentirsi a casa.
Sono stata anche felice del fatto che abbia avuto un ruolo attivo in tutta la vicenda, cercando tanto quanto Chaol di aiutare Aelin.
In particolare, il suo rapporto con Sartaq credo abbia contribuito a renderla libera come non era mai stata a Rifthold.

Parlando della famiglia reale di Antica, mi sono piaciuti tutti gli intrighi di palazzo, questi nuovi personaggi ambigui, dei quali ti fai mille idee, tutte sbagliate, circa le loro vere intenzioni. 
I miei preferiti sono Kashin e Sartaq e sono molto curiosa di rivederli all'opera nel prossimo volume!

Ma non sono solo i personaggi il fulcro di questo romanzo.

Come vi avevo già anticipato, la Maas ha sganciato delle notizie bomba (sì, più di una) che rimetteranno tutto in discussione!
Proprio quando tira fuori questi assi nella manica, oppure inserisce un riferimento a qualcosa accaduto magari all'inizio della serie, capisco come tutto fosse chiaro nella sua mente fin dall'inizio.
Ragazzi, credetemi, qualsiasi cosa la Maas abbia scritto in precedenza ha un ragione, qualsiasi cosa, e in "Tower of Dawn" ne ha dato prova. Sono queste cose che mi fanno amare un'autrice e i suoi libri, la cura che ci mette per far combaciare ogni tassello di questo puzzle che vedremo concluso soltanto il prossimo anno.

Tra tutti gli elementi positivi, vorrei sottolineare anche come siano state gestite le diverse storyline e i rapporti tra i personaggi: all'inizio del romanzo ero convinta di determinate cose, credevo che ormai fossero dei punti inamovibili, tuttavia hanno preso man mano una piega inaspettata e mi sono ritrovata ad apprezzare tantissimo le scelte fatte dall'autrice.
Così come credo sia importante sottolineare come questo libro sia riuscito a mostrarci la crescita dei personaggi, cosa non affatto banale o scontata, e ad introdurre e trattare argomenti delicati come quello della disabilità.

Che dire se non che mi sono goduta questo romanzo, leggendolo lentamente e con attenzione, apprezzando questi personaggi, nuovi e vecchi, ammirando la capacità della Maas di tessere trame così fitte che forse capiremo la portata di ogni evento solo alla fine.

Credetemi, scrivere questa recensione senza fare spoiler è stata veramente un'impresa perché ci sono ancora così tante cose che vorrei dirvi, ma non potrei farlo senza rovinarvi la lettura!

Non mi resta che darvi appuntamento al prossimo autunno per il gran finale, sono certa che ci darà grandi soddisfazioni!



Il mio voto:



martedì 16 maggio 2017

REVIEW: A COURT OF WINGS AND RUIN - Sarah J. Maas


A COURT OF WINGS AND RUIN
Sarah J. Maas



Editore: Bloomsbury
Pagine: 699
Prezzo: 9,99 €


Trama: Feyre è tornata alla Spring Court, determinata a captare informazioni riguardo le manovre messe in atto da Tamlin e il Re invasore che minaccia di mettere in ginocchio Prythian. Ma per farlo deve giocare ad un gioco mortale fatto di inganni... e un solo errore potrebbe costare caro non solo a Feyre ma per tutto il suo mondo.
Mentre la guerra si avvicina, Feyre dovrà decidere di chi fidarsi tra gli abbaglianti e letali High Lord... e cercare alleati in posti inaspettati.









La mia opinione: ragazzi, riuscite a credere di essere finalmente qui per parlare di questo libro? Dopo  12 mesi che sembravano durare un'eternità, dopo la sofferenza del finale di "A Court of Mist and Fury", finalmente possiamo sapere cosa accadrà ai nostri amatissimi personaggi!

Inutile dirvi che, nelle ultime settimane che hanno preceduto la pubblicazione, aprire Tumblr equivaleva ad essere sommersi da una valanga di spoiler, questo perchè alcuni lettori erano riusciti ad avere il libro in anticipo... eh già, mentre io sto ancora aspettando di mettere le mani sulla mia copia cartacea, ma ormai le mie odissee per quanto riguarda gli acquisti online sono leggenda.

Ecco, sì, sto divagando, argh! Okay, concentriamoci...

Dunque, avevamo lasciato la nostra Feyre nelle mani di Tamlin, mentre Rhys, Azriel, Cassian, Mor, Amren, Nesta ed Elain erano costretti a battere in ritirata.
Il tradimento di Tamlin aveva provocato la trasformazione di Nesta ed Elain in High Fae, ridotto le ali di Cassian a brandelli, ferito gravemente Azriel e solo apparentemente infranto il legame tra Feyre e Rhys.

Quando si tratta di concludere un libro in maniera tragica la Maas fa le cose per bene.

Quello che ritroviamo in "A Court of Wings and Ruin" è un mondo sull'orlo della guerra, sia interna tra i Fae sia con un Re disposto a tutto pur di invadere e conquistare Prythian.
Feyre è solo una delle pedine, ma dalla Spring Court è determinata a fare tutto ciò in suo potere per aiutare le persone che ama. Questa nuova Feyre è manipolatrice, scaltra, sa esattamente cosa fare, cosa dire per distruggere dall'interno la Spring Court e devo dire che non ho potuto fare a meno di gongolare e sghignazzare per tutta la parte iniziale!
Noi magari ci saremmo limitati a radere tutto al suolo, ma Feyre sa che ciò che deve fare è più importante della vendetta personale.

Ma è solo quando Feyre fa ritorno alla Night Court che le cose si fanno davvero complicate, basta con i giochi mentali, è ora di fare sul serio e forgiare una nuova alleanza tra tutte le Court, perchè è l'unico modo per sconfiggere il Re e scongiurare la rovina per tutti i Fae ma anche per gli umani.

Questo libro è stato ancora una volta diverso dai precedenti, ricco di azione ed avvenimenti perchè è proprio con questo terzo volume che si entra nel fulcro della storia, proprio ora che l'arco narrativo raggiunge il suo apice.

Feyre ha raggiunto una nuova maturità, anche perchè lo richiede il suo ruolo di High Lady della Night Court, sa quali sono le sue responsabilità ed è determinata a fare del suo meglio.
Credo che in Acowar i personaggi abbiano tutti raggiunto tutti un nuovo grado di maturità, li abbiamo visti crescere e ora è come se finalmente ci apparissero per ciò che sono in maniera definitiva.

Ho amato come la Maas abbia dato molto più spazio ai giochi politici in questo libro, come abbia gestito i capitoli dedicati alla battaglie, perchè è facile annoiare il lettore magari perdendosi in particolari inutili. Qui l'autrice è riuscita a dare una visione d'insieme delle battaglie che ho molto apprezzato.

Certo, non manca lo spazio dedicato ai sentimenti, non potrebbe essere altrimenti, ma è stato calibrato in modo da dargli lo spazio necessario e senza indugiarvi inutilmente.

Ho amato conoscere gli High Lord delle altre Court, visitarle e ampliare così l'ambientazione che finora ci aveva regalato pochi scorci di una Prythian che promette tanto altro.

I personaggi sono stati tutti magnifici (a parte Tamlin che ho continuato ad odiare anche quando avrei dovuto parzialmente perdonarlo), sono stata contentissima di ritrovare Elain e Nesta, di poter leggere del loro cambiamento (in tutti i sensi) ma soprattutto di conoscerle maggiormente, dato che di loro sapevamo veramente pochissimo. Spero vivamente che due dei tre libri in programma riguardino loro.

Ma non sono le uniche a riservare sorprese, perchè anche se credevamo di conoscere personaggi come Mor finiamo lo stesso per stupirci delle nuove informazioni su di loro.

Grazie Sarah per aver dedicato più spazio ad Azriel, uno dei personaggi più sfuggenti della serie che in questo libro si è meritato un posto speciale nel mio cuore. Un libro anche per lui, please!

Ovviamente il mio lato prettamente fangirl ha ricevuto la giusta dose di ship, anche se (oltre i Feysand, of course) i miei preferiti restano Nesta e Cassian e se non arriverà un libro per loro due sarò molto, molto contrariata!

Menzione d'onore anche per Lucien che si è visto non quanto avrei creduto ma che continua a rimanere tra i miei personaggi preferiti.

La ship del nostro cuore, i Feysand, l'ho trovata messa un pochino in ombra rispetto al libro precedente, ma sarebbe stato assolutamente stupido dedicare tutto il volume per ribadirci quanto si amino e siano perfetti insieme. Insomma, per quello esistono le fanfic, in Acowar è arrivato il tempo dell'azione e su questo fronte siamo stati largamente accontentati.

Ancora una volta Sarah J. Maas ci regala un libro diverso dai precedenti, ma capace sempre di farci battere il cuore!
E ricordate, la serie continua nel 2018: ci aspettano ancora tre libri e due novelle!

P.s. avete visto come sono stata brava? Niente spoiler nel corso della recensione, miracolo!



Il mio voto:




giovedì 15 settembre 2016

REVIEW: EMPIRE OF STORMS - Sarah J. Maas


EMPIRE OF STORMS 

Sarah J. Maas



29559052
Editore: Bloomsbury
Pagine: 704
Prezzo: 9,48 €


Trama: il lungo cammino per il trono è solo iniziato per Aelin Galathynius. Alleanze sono state infrante e guadagnate, amici sono stati persi ed acquisiti, e quelli che possiedono la magia sono in contrasto con quelli che non ce l'hanno.

Mentre i regni di Erilea di disgregano attorno a lei, i nemici devono diventare alleati se vuole far sì che le persona che ama non cadano di fronte alle forze oscure che reclamano il suo mondo. Con la guerra su tutti i fronti, la sola possibilità di salvezza risiede in una missione disperata che potrebbe segnare la fine di tutto ciò a lei caro.

Riuscirà Aelin ad impedire che il suo mondo vada in pezzi oppure alla fine crollerà?





La mia opinione: okay, posso farcela, posso scrivere la recensione di Empire of Storms.
Ho bisogno di auto-convincermi perché ho passato l'ultima settimana a leggere questo libro e, dopo averlo terminato questo pomeriggio, non riesco ancora a credere a ciò che ho letto. Cavolo.

Okay, ammetto che durante le prime duecento pagine sono andata a rilento, tuttavia questo non aveva nulla a che fare con il libro in sé per sé, bensì con il mio umore che mi ha impedito di godermi quella parte del romanzo. D'altra parte questo ha fatto sì che me la prendessi con comodo e, diversamente dai precedenti volumi, mi ha impedito di divorare le pagine nel giro di due, tre giorni.

Data la quantità di particolari, rivelazioni, avvenimenti e personaggi credo che l'unico modo per godersi questa lettura sia prendersela comoda e non correre. Certo, è difficile farlo quando si ha tra le mani il nuovo libro di Sarah J. Maas, ma se vi fidate di me e accettate questo consiglio, vedrete che mi ringrazierete!

venerdì 13 maggio 2016

REVIEW: The Winner's Crime - Marie Rutkoski


The Winner's Crime


Marie Rutkoski



Editore: Bloomsbury
Pagine: 406
Prezzo: 10,68 €


Trama: il fidanzamento di Lady Kestrel con il principe ereditario di Valoria merita una grande celebrazione: balli ed esibizioni, fuochi d'artificio e festeggiamenti. Ma per Kestrel tutto questo rappresenta una gabbia che ha costruito con le sue mani. Agendo come spia all'interno della corte imperiale, vive e respira inganni e non può confidare in nessuno, anche se desidera fortemente poterlo fare... 
Mentre Arin combatte per sottrarre la libertà del suo popolo dalle mani del nemico, sospetta che Kestrel sappia più di quanto sia disposta a rivelare.
Mentre Kestrel si avvicina a svelare un segreto sconvolgente, potrebbe non essere un pugnale nell'oscurità a ferirlo, ma la verità.
Bugie verranno svelate, e Kestrel e Arin impareranno quanto i loro crimini costeranno loro in questo secondo libro della trilogia.





La mia opinione: Alzi la mano chi di voi ha mai avuto paura di leggere il secondo libro di una trilogia!
No, non siamo pazzi, semplicemente esiste quella che noi chiamiamo "sindrome del libro di mezzo": fin troppo spesso, il secondo libro rappresenta una sorta di ponte tra l'inizio e la conclusione di una storia, non riuscendo ad emozionare come il primo volume, soprattutto se questo era notevole.

venerdì 6 maggio 2016

REVIEW: A Court of Mist and Fury - Sarah J.Maas


A Court of Mist and Fury

 Sarah J.Maas



A Court of Mist and Fury (A Court of Thorns and Roses, #2)Editore: Bloomsbury
Pagine: 624
Prezzo: 10,68 €


Trama: Feyre è sopravvissuta agli artigli di Amarantha per fare ritorno alla Spring Court... ma ad un prezzo altissimo. Anche se ora ha i poteri degli High Fae, il suo cuore rimane umano, e non può dimenticare le terribili azioni che ha dovuto compiere per salvare la gente di Tamlin. 
E nemmeno ha dimenticato il suo accordo con Rhysand, High Lord della temuta Night Court. Mentre Feyre naviga tra la fitta rete fatta di politica, passione e potere, un male più grande langue... e lei potrebbe essere la chiave per fermarlo. Ma solo se potrà controllare i suoi poteri, curare la sua anima a pezzi e decidere come forgiare il proprio futuro... e il futuro di un mondo spaccato in due.







La mia opinione: ho appena terminato la lettura di "A court of mist and fury" e tutto quello che riesco a pensare è "wow". Senza alcun dubbio questo libro occupa il primo posto nella mia personale classifica dei libri letti quest'anno. Non solo scritto benissimo, con personaggi che desidereresti fossero veri e non solo di carta e inchiostro, ma pieno di messaggi forti e bellissimi.
Partiamo però dall'inizio e cioè da cosa era successo alla fine del primo volume.