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domenica 26 luglio 2020

RECENSIONE: LA CASA DI TERRA E SANGUE. Crescent City - Sarah J. Maas



LA CASA DI TERRA E SANGUE. Crescent City

Sarah J. Maas




Editore: Mondadori
Pagine: 708
Prezzo: 19,90 €

Trama: ventitré anni, mezza Fae e mezza umana, Bryce Quinlan ha una vita perfetta: di giorno lavora in una galleria d'arte e di notte passa da una festa all'altra, senza problemi e senza preoccupazioni.
Quando però una brutale strage scuote profondamente Crescent City, la città in cui vive, e Bryce perde una persona a lei molto cara, il suo mondo crolla in mille pezzi lasciandola disperata, ferita e molto sola.
Adesso non cerca più il divertimento, ma un oblio in grado di farle dimenticare i terribili fatti che hanno cambiato la sua vita per sempre.
Due anni dopo l'imputato è finalmente dietro le sbarre ma i crimini ricominciano e Bryce è decisa a fare tutto il possibile per vendicare quelle morti.
Ad affiancarla nelle indagini arriva Hunt Athalar, un famoso angelo caduto, prigioniero degli arcangeli che lui stesso aveva tentato di detronizzare. Le sue grandi capacità e la sua forza incredibile sono utilizzate all'unico scopo di eliminare i nemici del suo capo.
Quando però si scatena il caos in città, Hunt riceve una proposta irrinunciabile: aiutare Bryce a trovare l'assassino e riconquistare, in cambio, la sua libertà.
Quando Bryce e Hunt cominciano a scavare in profondità nel ventre di Crescent City, scoprono un potere terrificante e oscuro che minaccia tutto e tutti, e vengono travolti da una passione irrefrenabile, che potrebbe renderli entrambi liberi, se solo lo volessero.
Il dolore della perdita, il prezzo della libertà e il potere dell'amore sono i temi principali de "La casa di terra e sangue", il primo romanzo di questa serie fantasy di Sarah J. Maas, che mescola romanticismo e suspense.



La mia opinione: miei cari lettori, mettetevi comodi e prendete qualcosa da bere e da mangiare perché oggi siamo qui per fare una lunga chiacchierata.

Chi di voi mi segue da tempo, sia su questo blog sia su altri canali, sa che ho sempre apprezzato i libri di Sarah J. Maas, vi basta leggere le mie recensioni ai suoi libri qui sul blog per capirlo; dall'uscita di Throne of Glass non mi sono mai persa un suo nuovo libro ed è sempre riuscita a catturare il mio interesse.

Perché tutto questo preambolo? Ebbene, è arrivato il giorno in cui mi ritrovo a malincuore a dover scrivere una recensione negativa su un suo libro e devo ammettere di essere molto amareggiata.

Erano un paio di anni che non avevamo l'occasione di leggere un nuovo libro della Maas e quando è stata annunciata questa nuova trilogia, Crescent City, tutti noi fan siamo andati in visibilio: "La Casa di Terra e Sangue" si presentava come un libro per adulti, ambientato nel futuro e ricco di creature soprannaturali, nel quale avremmo incontrato una nuova eroina e risolto il mistero di una serie di omicidi.

Le premesse erano buone, quindi cosa è andato storto? Quasi tutto per quanto mi riguarda.
Prima di spiegarvi nei dettagli, cercando di non fare spoiler, tutte le cose che non mi sono piaciute o che non mi hanno convinta, ci tengo a precisare una cosa: la lettura è molto soggettiva perciò se avete amato questo libro non risentitevi, anzi sono molto felice per voi.

Direi di partire dall'unico aspetto del libro che mi è piaciuto, ossia l'ambientazione.
Sebbene la Maas non abbia saputo gestire al meglio la distribuzione delle informazioni sul nuovo world-building, tant'è che nelle prime cento pagine si rischia di farsi venire un mal di testa nel tentativo di memorizzare tutti i dettagli, devo dire che la sua complessità mi ha molto colpita.
Tutti i riferimenti al passato di questo mondo popolato dalle più svariate creature, le storie di guerre, ribellioni e anche la coesistenza di diverse "dimensioni" mi sono piaciute un sacco, si vede che è stato tutto ben pensato e strutturato. Certo, poteva essere meglio gestita la "distribuzione" delle informazioni, ma tutto sommato il world-building è approvato.

Come vi ho menzionato prima, questa nuova trilogia è pensata per un pubblico adulto e per questo mi sarei aspettata di veder affrontare nel corso della lettura dei temi pensati maggiormente per dei lettori non più adolescenti.
Ho sempre pensato che il target del libro dipendesse proprio da questo, ma sembra che la Maas la pensi diversamente: a quanto pare scrivere un libro per adulti significa utilizzare un linguaggio volgare, infarcire le pagine di "fuck" e "fucking", inserire qualche scena più spinta e stop. Vi assicuro che se aveste mangiato un dolce ogni volta che vi foste ritrovati a leggere una di queste due parole, vi sareste sentiti male nel giro di poco tempo.

E pensare che l'occasione per trattare temi più da adulti c'era: all'inizio del libro vediamo i personaggi fare abuso di alcool e droga, perché non sviluppare quindi il tema della dipendenza? Oppure, perché non trattare in maniera più approfondita il tema del lutto e del modo di affrontarlo, con tutte le sue difficoltà?

La cosa incredibile è che la protagonista, Bryce, proprio in seguito a un lutto decide di punto in bianco di smettere di bere e assumere sostanze stupefacenti. Sapete cosa c'è che non è affatto realistico? Il fatto che lei lo faccia e non abbia nessun problema legato all'astinenza e questo è impossibile visto l'abitualità con cui assumeva queste sostanze!
In poche parola, una grande occasione sprecata.

Vi parlavo prima del linguaggio utilizzato in questo libro, del fatto che in ogni pagina troviamo almeno un "fuck" o "fucking"; ebbene, a questo avrei da aggiungere anche altro.
Possibile che l'editor di questo libro non abbia fatto notare alla Maas la necessità di consultare un buon vocabolario dei sinonimi?

Vi assicuro, i termini utilizzati sono sempre gli stessi e si ripetono per tutte e 800 le pagine. Un esempio? Ogni qual volta la Maas deve descrivere un elemento legato all'aspetto dei personaggi maschili l'unico termine utilizzato è "powerful". Le braccia? Powerful. Le gambe? Powerful. La schiena? Powerful.

Per non parlare poi dell'ossessione per il sedere e la biancheria intima della protagonista. Ho perso il conto di tutte le volte in cui l'autrice ci fa notare quanto sia fantastico il sedere di Bryce oppure ci informa di quale colore sia la sua biancheria intima e di come le stia bene. Mi chiedo quanti squat al giorno faccia Bryce, magari ci provo anche io.

Il dubbio a questo punto è lecito: questo libro è mai finito nelle mani di un editor? Ho dei fortissimi dubbi al riguardo anche per un altro motivo: la presenza di pagine e pagine, dialoghi, descrizioni (vedi sopra) totalmente inutili.

Delle 800 pagine di questo libro una buona parte andava tagliata, questo avrebbe permesso di risolvere un altro grosso problema, la lentezza. Per circa 600 pagine non succede quasi nulla, una noia totale che più volte mi ha fatto desiderare di abbandonare la lettura, poi nelle ultime 200 pagine accade letteralmente di tutto.
Se su 800 pagine solo 200 sono interessanti allora c'è un problema grosso; le prime 600 potevano essere ridotte a 200/300 pagine? Assolutamente sì e questo avrebbe senz'altro contribuito a migliorare la situazione.

La mia sensazione è che questo libro non fosse ancora pronto per essere pubblicato, aveva bisogno di passare nelle mani di un editor almeno un paio di volte, perché sia stato pubblicato ugualmente resta un mistero.

E i personaggi, direte voi? Almeno quelli mi sono piaciuti? Be', tranne che per qualche eccezione, la mia risposta è no.
Francamente i personaggi di questa serie sembrano essere la versione mixata o riciclata dei personaggi di ToG e Acotar: Bryce emana delle vibes alla Aelin non indifferenti, Hunt mi è sembrato un mix tra Chaol e Rowan in Heir of Fire, Ruhn (uno dei personaggi che ho apprezzato) l'ho trovato molto simile a Rhysand, soprattutto se pensiamo ai suoi poteri e abilità che sono davvero molto, troppo simili.

Altro appunto: possibile che ogni personaggio sia bellissimo, perfetto, con un corpo mozzafiato? Okay, è un fantasy ma questo non significa che i personaggi non possano avere dei difetti fisici, solo la protagonista per buona parte del libro ha una cicatrice, che però poi si rivela essere funzionale alla trama.
Dopo un po' tutta quest'abbondanza di personaggi che rappresentano standard di bellezza irrealistici stufa, sarebbe bello vedere un po' di diversità, magari rappresentando anche le disabilità fisiche, tanto per fare un esempio.

Anche le interazioni tra i personaggi seguono schemi già visti negli altri libri della Maas e questo, unito ad una caratterizzazione carente, ha fatto sì che io non mi affezionassi a nessuno di loro, per non parlare del fatto non mi è partita alcuna ship, cosa molto rara per me.

Quanto meno posso dire di aver apprezzato il fatto che tra i due protagonisti non ci sia stato amore a prima vista, anche se l'odio iniziale si è tramutato in affetto in maniera troppo repentina; vi dirò di più, nelle ultime 100 pagine Bryce passa dall'odiare visceralmente Hunt (per qualcosa che non sto qui a spoilerarvi) all'ammettere a se stessa che lo ama, tanto da volersi sacrificare per lui, e credetemi se vi dico che ho riletto più volte quelle pagine per cercare di capire cosa mi fossi persa.

Gli unici personaggi che mi sono piaciuti sono Ruhn, Hypaxia e Aidas, su di loro vorrei saperne di più ma non sono certa di essere disposta a leggere un altro libro come questo per vedere come prosegue la loro storia.

In conclusione, questo libro aveva un grande potenziale, ha un world-building molto interessante e la presenza di una miriade di creature soprannaturali è una caratteristica che ho apprezzato, ma tra personaggi che sono la copia di quelli già conosciuti, rapporti e interazioni banali e una scrittura carente da molti punti di vista, "La Casa di Terra e di Sangue" si è rivelato una vera e propria delusione e nemmeno le ultime 200 pagine sono riuscite a salvarlo.


Il mio voto:




lunedì 3 dicembre 2018

REVIEW: KINGDOM OF ASH - Sarah J. Maas

 

KINGDOM OF ASH

Sarah J. Maas


Editore: Bloomsbury
Pagine: 992
Prezzo: 10,93 €

Trama: il viaggio di Aelin Galathynius da schiava ad assassina a Regina giunge al termine mentre la guerra imperversa in tutto il suo mondo. Ha rischiato tutto per salvare la sua gente, ma ad un prezzo altissimo. Rinchiusa in una bara di ferro dalla Regina dei Fae, Aelin deve trovare la forza di sopportare mesi di torture. La consapevolezza che cedere a Maeve condannerebbe le persone che ama le impedisce di spezzarsi, ma la sua risoluzione si sgretola giorno dopo giorno.
Con Aelin imprigionata, Aedion e Lysandra sono l'ultima linea di difesa di Terrasen. Ma anche i molti alleati che sono riusciti a radunare potrebbero non essere abbastanza per proteggere il regno contro le orde di Erawan.
Sparsi nel continente e gareggiando contro il tempo, Chaol, Manon e Dorian devono forgiare i propri sentieri per far sì che i loro destini si incontrino.
Aldilà del mare Rowan è alla ricerca della moglie e regina, prima che sia perduta per sempre.
Alcuni legami diverranno più profondi, altri verranno recisi per sempre, ma mentre i fili del destino alla fine si intrecciano, tutti dovranno combattere per la salvezza e un mondo migliore.



La mia opinione: eccomi qui, un mese dopo aver terminato la lettura, a scrivere finalmente una recensione per "Kingdom of Ash". 
Vi starete chiedendo come mai io abbia rimandato tanto a lungo. La risposta è semplice: ho passato gli ultimi cinque anni ad attendere l'uscita annuale del nuovo libro di questa serie, scrivere la recensione dell'ultimo volume significa chiudere definitivamente un capitolo importante.
La serie di Sarah J. Maas è stata un viaggio incredibile che noi lettori abbiamo avuto il privilegio di compiere con l'autrice e la protagonista, realizzare che è giunto al termine riempie noi lettori di lunga data di malinconia e tristezza.

Sarà molto difficile non fare alcuno spoiler, ma vedrò di riuscirci perchè non voglio assolutamente rovinare la lettura a nessuno di voi, poichè reputo "Kingdom of Ash" la degna conclusione di una serie epica!

Partiamo subito ricordando dove eravamo rimasti: Aelin è prigioniera di Maeve, lontana da tutti coloro che ama e che non smettono di cercarla; Dorian è partito con Manon e le Tredici, alla ricerca delle Crochan; Aedion si trova a nord, con Lysandra, cercando di tenere insieme i pezzi di un regno che rischia di disfarsi sotto i colpi del nemico; Chaol, con Yrene, sta attraversando il mare portando con sè nuove e vitali informazioni e alleati potenti. Siamo alle porte di uno scontro decisivo che deciderà le sorti di tutta Erilea e dei suoi abitanti.

Come avrete potuto intuire, la trama è molto intricata e questo ha richiesto l'utilizzo di diversi PoV per seguire tutte le storyline. Ci sono così tanti personaggi rilevanti che gestirli deve essere stata una vera e propria sfida per Sarah J. Maas, soprattutto per far sì che le strade da loro percorse si ricongiungessero al momento giusto. 

Ammetto di avere qualche perplessità riguardo le tempistiche dei viaggi che hanno interessato tre delle quattro storyline principali e come queste si incastrino con i tempi della quarta, da questo punto di vista le cose non sono proprio chiarissime, penso che per far quadrare tutto ci sarebbe stato bisogno di un lavoro lungo anni, un tempo che tutti noi fan non eravamo certo disposti ad accettare.
Credo che questa sia l'unica debolezza dell'intero romanzo e sono certa di non essere stata l'unica a notarla. Tuttavia, ha rovinto l'esperienza della lettura? No, almeno per quanto mi riguarda sono riuscita a godermi tutto il romanzo.
Si tratta di un piccolo difetto dinanzi al quale non mi sono soffermata più di tanto e sapete perchè? "Kingdom of Ash" ha dimostrato con quanta precisione Sarah J. Maas ha creato ogni altro minimo particolare in tutta la serie!

In quest'ultimo libro riceviamo finalmente le risposte a tutte le domande che ci siamo posti nel corso dei sette romanzi precedenti, risposte che mi hanno fatto capire che nulla è mai stato lasciato al caso e che l'autrice aveva chiaro fin da subito ogni dettaglio. Penso che non sia una cosa da poco e che dimostri il livello di maturità raggiunto come scrittrice dalla Maas; leggendo i suoi libri si è testimoni dell'evoluzione e della crescita di un'autrice che è amata oggi in tutto il mondo.

Passando ai personaggi, devo dirmi molto soddisfatta nel complesso: molti di loro sono maturati sotto più punti di vista, divenendo più sicuri, accettando il proprio ruolo ed essendo parte attiva della storia generale.
Aelin è finalmente diventata la regina che era nata per essere, ha riconquistato la sua posizione e le sue terre con il sangue e la sofferenza, sacrificando una parte di sè. Ah, se solo ripenso all'assassina piegata ma non spezzata del primo libro! 
Vi avverto, tutta la parte iniziale del libro è pura sofferenza, non credo di aver mai odiato così tanto Maeve quanto in quei capitoli.
Anche Dorian ha avuto il suo bel daffare, in viaggio con le Tredici, ed è stato soddisfacente vederlo crescere e comportarsi come un Re. Una parte del suo viaggio ci ha dimostrato anche quanto sia intelligente e scaltro, insomma Dorian non è solo un bel faccino e Manon se ne è resa conto prima di noi.
Che piacere poi ritrovare Chaol. In "Tower of Dawn" lo avevo amato tantissimo e devo dire che in questo libro non mi ha affatto delusa. Il suo percorso di crescita era giunto al culmine già nel volume precedente, ma trovo che sia comunque riuscito a migliorarsi.

Se stessi qui a parlarvi di tutti i personaggi non finiremmo più, perciò vorrei solo esprimere il mio apprezzamento per Elide, che in quanto a determinazione e forza di volontà non è seconda a nessuno; Fenrys, che ha tenuto insieme i pezzi di Aelin quando più ne aveva bisogno anche se lui stesso stava andando in frantumi; Rowan, che non si è mai arreso e ha attraversato interi continenti per la sua Regina; Aedion, che pur essendosi spesso comportato da stronzo, ha fatto sì che la resistenza reggesse abbastanza a lungo; Manon, che ha accettato la propria idenità e ha lottato per unire i clan.

Avrei solo due piccole domande: dove diavolo è stato Vaughan in tutto questo tempo e quando ha intezione di tornare alla civiltà? Hollin e la Regina sono ancora in qualche tenuta sperduta a darsi alla bella vita mentre il mondo è andato in pezzi ed è stato ricostruito?

Prima di concludere, vorrei fare ancora qualche piccola osservazione: sono particolarmente ossessionata io o anche altri che hanno letto il libro hanno trovato delle similitudini tra le battaglie di "Kingdom of Ash" e quelle de "Il Signore degli Anelli". Credo siano un omaggio dell'autrice ad un pilastro della letteratura fantasy, ma non mi ha dato particolarmente fastidio ritrovare una pseudo-battaglia del Fosso di Helm e una cosa molto simile alla cavalcata dei Rohirrim, la cosa mi ha fatto semplicemente sorridere.
Devo inoltre dire che mi è piaciuto moltissimo il modo in cui la Maas ha gestito tutte le parti riguardanti le battaglie e i combattimenti. Trovo che sia difficilissimo scrivere senza annoiare il lettore, riempiendo le pagine di unitili particolari e tecnicismi. In "Kingdom of Ash" le battaglie scorrono fluide e sono molto piacevoli da leggere!

Bene, credo di essere giunta al termine delle mie riflessioni. Non vi nascondo che sono triste perchè sto ponendo la parola fine ad una storia che mi è entrata nel cuore, con dei personaggi che non dimenticherò mai. Certo, ci saranno altri libri di Sarah J. Maas di cui parlarvi, ma è ugualmente difficile chiudere questo bellissimo capitolo della mia storia di lettrice e blogger.
Grazie Sarah J. Maas.

Il mio voto:






giovedì 10 maggio 2018

REVIEW: A COURT OF FROST AND STARLIGHT - Sarah J. Maas



A COURT OF FROST AND STARLIGHT
Sarah J. Maas


A Court of Frost and Starlight

Editore: Bloomsbury
Pagine: 272
Prezzo: 10,30 €


Trama: Feyre, Rhys e i loro compagni sono ancora impegnati nella ricostruzione della Night Court e del mondo al di fuori, profondamente cambiato. Ma il Solstizio d'Inverno, e la tregua duramente guadagnata , è finalmente vicino.
Eppure nemmeno l'atmosfera festiva può tenere lontana l'oscurità del passato. Mentre Feyre affronta il suo primo Solstizio d'Inverno come High Lady, scopre che quelli che le sono vicini hanno più ferite di quelle che avrebbe potuto immaginare... ferite che avranno impatto sul futuro della loro corte.






La mia opinione: eccoci come ogni anno a recensire un nuovo libro di Sarah J. Maas. Ormai siamo abituati (o almeno lo è chi legge i suoi libri in inglese) ad avere tra la mani un suo nuovo libro due volte l'anno.
Questa volta c'è stato un piccolo cambiamento, nel senso che sui nostri scaffali non arrivano né una novella né un romanzo vero e proprio, ma una via di mezzo tra le due cose.

Lo sappiamo, Sarah J. Maas non è brava nel trattenersi e scrivere poche pagine perciò, per prepararci alla prossima trilogia, eccoci con un volume di quasi 300 pagine che farà da ponte tra la trilogia ACOTAR e i libri previsti per i prossimi anni.

"A Court of Frost and Starlight" è l'ultimo volume che vede al centro le vicende di Feyre e Rhys, chiude quello che è stato un bel percorso fatto da questi due amatissimi personaggi, che tuttavia sicuramente faranno qualche comparsa nelle prossime storie. 
Per chiudere un capitolo così importante Sarah J. Maas ha deciso di regalarci una storia che sa di addio ma che al tempo stesso prospetta anche un nuovo inizio, tema più che coerente con l'evento attorno al quale ruota ACOFAS, ossia il Solstizio d'Inverno.

Quella che è la notte più lunga dell'anno viene festeggiata in tutta la Night Court e soprattutto a Velaris. Mai come prima si tratta di una festività che riunisce le famiglie o quel che resta di molte di loro dopo gli eventi del precedente volume.
Feyre può ritenersi fortunata, ha ancora accanto a se il suo compagno, una delle sue sorelle e la sua nuova famiglia. Certo, non sono tutte rose e fiori, anche lei deve fare i conti con le conseguenze della guerra e della vittoria raggiunta a caro prezzo, però c'è chi se la passa peggio di lei.

E qui apriamo due capitoli enormi e immagino che uno dei due creerà una nuova guerra all'interno del fandom: Nesta e Tamlin.

Partiamo da Nesta. 
Non è mai stata un personaggio facile, tutt'altro, e il suo carattere non l'ha resa particolarmente amabile, quella che era la sua personalità da umana è stata enfatizzata dalla trasformazione che ha subito, tant'è che la stessa Feyre non riesce in alcun modo ad avvicinarla.
Si è allontanata da tutti, isolandosi per cercare di trovare un senso a questa nuova vita. Una volta Feyre aveva detto che in Nesta ogni emozione era amplificata, lei sentiva "troppo" le emozioni, eppure adesso si ritrova a fare i conti con il problema opposto: Nesta non riesce più a provare niente.

Sembra che la trasformazione, la guerra, la morte del padre abbiano ucciso in lei ogni sentimento, ogni emozione per lasciare spazio solo al vuoto che ora cerca di riempire con una condotta a dir poco discutibile.
Frequenta le taverne peggiori, beve, gioca d'azzardo e torna in quella che è la sua nuova casa ogni sera con un fae diverso. 

Sapete qual è la cosa peggiore? Nesta è disorientata, si ritrova in un mondo che non è il suo, in un corpo che le è estraneo e sembrano essere tutti spaventati da lei. Eppure, per quante volte lei sbatta loro la porta in faccia, le sue sorelle dovrebbero fare qualcosa di più!
Le hanno dato spazio, ma dato che è evidente che la cosa non ha funzionato qualche sforzo in più da parte loro me lo sarei aspettato. 
L'unico che alla fine se ne frega di quella barriera che Nesta ha eretto tra lei e il resto del mondo è Cassian. Il fatto che lei non cerchi di staccargli la testa e gli permetta di accompagnarla, seppur non  facendo i salti dalla gioia, mi ha convinta definitivamente del fatto che, nonostante il suo atteggiamento e quelli che sono i messaggi che le sue azioni trasmettono, non vuole trascorrere l'eternità da sola e circondata dal vuoto.
Una cosa è rispettare i tempi e gli spazi altrui, un'altra è arrendersi e, mi dispiace dirlo, ma ho la netta impressione che Feyre ed Elain  abbiano gettato la spugna con lei. Anche ciò che accade nell'epilogo sono convinta sia frutto degli sforzi di Cassian per cambiare le cose e che Feyre abbia solo colto la palla al balzo. 
Di sicuro possiamo aspettarci che il prossimo libro abbia come protagonisti Nesta e Cassian e non vedo l'ora di leggerlo perché il percorso che la attende credo sarà molto interessante, soprattutto considerando la complessità del suo personaggio, uno tra i miei preferiti.

Passiamo ora a Tamlin e prendiamo tutti un grande respiro.
Sì, si è comportato da stronzo manipolatore e oppressivo. Sì, non ha aiutato Feyre quando ne aveva più bisogno. Sì, è sceso a patti con un mostro e ha preso delle decisioni terribili.
Non giustifico niente di tutto questo, sapete quanto io lo abbia criticato in passato e per tutto quello che ha fatto vorrei prenderlo ancora a schiaffi, ma è tempo di fermarci e analizzare chi è diventato  Tamlin.

Quando lo abbiamo conosciuto aveva già perso tutta la sua famiglia, uno dei suoi amici era stato praticamente torturato da Amarantha e ne avrebbe portato per sempre i segni indelebili, uno dei suoi uomini si era sacrificato per permettere a tutta la Spring Court di avere una possibilità di sconfiggere la maledizione, solo questo basterebbe per rendere chiunque pazzo.
Poi arriva Feyre e a un certo punto sembra che finalmente si sistemi tutto, peccato che Tamlin sarà costretto a guardarla impotente mentre Amarantha la tortura e cerca di ucciderla quasi riuscendo nell'impresa.

Da Sotto la Montagna Feyre e Tamlin escono cambiati ed entrambi devono fare i conti con quello che è successo. 

Tamlin sbaglia quando ignora il malessere di Feyre e non fa nulla per aiutarla, anzi la rinchiude in casa, peggiorando la situazione. Rhys ha praticamente salvato la vita di Feyre, ma entrambi hanno commesso delle leggerezze le cui conseguenze possono farmi riflettere solo a posteriori.
Quando riceve il biglietto da parte di Feyre, sapendo fino a quel momento che lei era analfabeta, cos'avrebbe dovuto pensare Tamlin? Ovviamente che Rhys, dopo averla portata via, stia cercando di convincerlo che lei sia andata con lui di sua spontanea volontà. Ragazzi, se trovassi un messaggio da parte di mia nonna, che è analfabeta, nemmeno Tom Hiddleston riuscirebbe a convincermi che lo ha scritto lei!

Vedete, in tutto quello che è successo tra Tamlin e Feyre ci sono tante cose alle quali non ho mai pensato perchè troppo arrabbia con lui. 

La reputazione della Night Court non era certo delle migliori , anzi, e nessuno al di fuori dei diretti interessati sapeva che in realtà si trattava di uno posti migliori nei quali vivere. Per quel che ne sapeva, Rhys poteva benissimo star torturando Feyre. Noi sapendo tutto quello che sappiamo potremmo solo ridere davanti alla sola idea, ma tant'è.
Tamlin cosa fa? L'ennesima cavolata alleandosi con quel mostro e tirando dentro a tutto quel casino anche Nesta ed Elain. Sì, siamo tutti d'accordo nell'incoronare Tamlin Re delle pessime decisioni.
Sappiamo tutti poi come abbia reagito quando ha visto Feyre e Rhys insieme, ma non possiamo nemmeno ignorare il fatto che almeno abbia dato un contributo per vincere contro Hybern e far tornare tra i vivi Rhys.

Detto tutto questo, il Tamlin di ACOFAS mi ha spezzato il cuore. Chiariamoci, qualche schiaffo glielo darei ancora volentieri, ma ritrovarlo sconfitto, praticamente morto dentro mi ha fatto male. Ho il cuore tenero, che ci volete fare, ma mi è dispiaciuto per lui: non ha più niente, nessuno, è circondato solo dal nulla e io pensandoci mi sento male per lui.
Quando Rhys va a fargli visita e si accorge che è tutto abbandonato, che non c'è nemmeno un accenno di vita in tutta la Spring Court, che non c'è alcuna barriera che gli impedisca di materializzarsi in casa di Tamlin e ucciderlo, be' lì sono rimasta inebetita a fissare le pagine.
Quel che è peggio è il fatto che tutto questo sia praticamente l'opposto di ciò che stiamo vedendo nella Night Court.

Per quanto Tamlin abbia sbagliato, per quanto io lo abbia odiato e abbia odiato le sue decisioni, alla fine, quando contava, ha cercare di fare la cosa giusta. 
Adesso che è tutto finito e le cose sono volte per il meglio, credo che il peso di tutto ciò che ha fatto e detto gli stia ricadendo addosso mettendolo di fronte a tutte le scelte sbagliate prese dal momento in cui ha incontrato Feyre.
Ha sbagliato ed è giusto che paghi, ma credetemi quando vi dico che forse ha sofferto a sufficienza e, cosa più importante, ha capito l'enormità dei suoi errori e questo mi basta.
Spero vivamente che la Maas ci dia la possibilità in futuro di vederlo ancora e, soprattutto, dia a lui la possibilità di riscattarsi e intraprendere un percorso che lo porti a cambiare e migliorare se stesso.

Affrontati i due argomenti che reputavo meritassero di essere trattati, voglio concludere dicendo che ACOFAS non è un capolavoro, avrei voluto vedere di più l'Inner Circle magari togliendo un pochino dello spazio che è stato dedicato al rapporto tra Feyre e l'arte perchè non vi nascondo che in quelle parti avrei voluto saltare qualche riga per vedere cosa sarebbe successo dopo.

Questa via di mezzo tra novella e romanzo non è una delle migliori creature di Sarah J. Maas, in alcuni punti l'ho trovato lento, ma offre tantissimi spunti di riflessione su alcuni personaggi e nell'epilogo prepara la strada per il prossimo romanzo che muoio dalla voglia di leggere!


Il mio voto:




giovedì 14 settembre 2017

REVIEW: TOWER OF DAWN - Sarah J. Maas

TOWER OF DAWN 

Sarah J. Maas



Editore: Bloomsbury
Pagine: 672
Prezzo: 9,99 £


Trama: Chaol Westfall si è sempre definito in base alla sua incrollabile lealtà, forza e alla sua posizione di Capitano delle Guardie. Ma tutto questo è cambiato da quando Aelin ha mandato in frantumi il castello di vetro, da quando gli uomini di Chaol sono stati trucidati, da quando il Re di Adarlan gli ha risparmiato la vita, ma gli ha lasciato un corpo rotto.
Ora lui e Nesryn salpano per Antica,  la roccaforte dell'Impero a sud del continente e dei leggendari guaritori di Torre Cesme. É la sola possibilità che Chaol ha di guarire, e con la guerra in arrivo a casa, la sopravvivenza di Dorian ed Aelin potrebbe dipendere dalla capacità di Chaol e Nesryn di convincere i regnanti di Antica ad allearsi con loro.
Ma quello che scopriranno li cambierà entrambi e sarà ancor più importante per salvare Erilea di quanto potessero aver immaginato.



La mia opinione: in questo preciso momento ho solo un pensiero in mente, ovvero che questa è la penultima recensione che scriverò sui libri di questa serie e la cosa mi rende a dir poco triste.

"Tower of Dawn", la novella diventata libro, è il sesto libro della serie di Sarah J. Maas che ha avuto in questi anni un successo crescente, non senza qualche polemica interna al fandom, ed ha conquistato lettori in tutto il mondo.

Parlando di polemiche, so che tantissimi sono arrivati ad odiare il personaggio di Chaol, qualcuno pienamente convinto delle proprie idee, altri semplicemente incapaci di accettare i cambiamenti e la crescita del personaggio, perciò so che queste persone probabilmente non leggeranno questo libro.
Lasciatemelo dire, è un errore enorme! Questo non lo dico per via dei personaggi, ma soprattutto perchè in "Tower of Dawn" la Maas ha sganciato delle notizie bomba che mi hanno lasciata a fissare incredula le pagine. Ma ne parleremo dopo, ovviamente senza spoiler...

Come dicevo prima, "Tower of Dawn" era nata come una novella con l'idea di colmare il gap narrativo che si sarebbe creato nella storyline di Chaol e Nesryn, tuttavia si è trasformata con il tempo in un vero e proprio libro che sono felicissima sia arrivato nelle nostre mani!

In "Queen of Shadows" avevamo lasciato Chaol gravemente ferito e in viaggio, con Nesryn, verso Antica per far visita ai rinomati guaritori di Torre Cesme, L'obiettivo è curare l'ormai ex-capitano delle guardie e nel frattempo convincere il kaghan a scendere in guerra al fianco di Aelin come alleato.
Due missioni dall'esito incerto e tutt'altro che semplici, ma un tentativo va fatto perciò i due, dopo settimane di viaggio, arrivano finalmente nel continente del sud.

Chaol, nel corso della serie, ha conosciuto un'evoluzione incredibile: è stato il fedelissimo capitano delle guardie, l'amico fraterno di Dorian, ha visto la sua vita stravolta dall'arrivo di Celaena, si è innamorato, ha commesso errori, ma non si è mai arreso e la sua fedeltà verso Dorian non ha mai vacillato, ha rischiato tutto aiutando i ribelli di Rifthold ed è stato spezzato nel corpo e quasi nella mente.
Come può un personaggio, dopo aver passato tutto questo, rimanere sempre uguale, statico? Infatti non può e adesso dobbiamo fare i conti con un Chaol provato: non solo il suo corpo gli impedisce di continuare ad essere chi era, ma ha sulle spalle grandi responsabilità perchè l'esito della guerra contro Erawan potrebbe dipendere proprio da lui e da ciò che riuscirà a fare ad Antica.

Certo, è sempre il Chaol orgoglioso e testardo di sempre, ma questa volta ha trovato pane per i suoi denti...

Ed è proprio qui che entra in scena una nostra vecchia conoscenza: Yrene Towers.
Ricordate quella ragazza, nella novella "The assassin and the healer", che Celaena aveva aiutato? Eccola due anni dopo, una donna forte, sicura e probabilmente la migliore guaritrice che esista.
Non ha dimenticato quella ragazza che l'aveva aiutata a difendersi e le aveva dato i soldi per finalmente raggiungere il continente del sud, porta sempre con sé il breve messaggio che le aveva lasciato e ogni giorno cerca di onorare quelle parole, anche se continua ad ignorare la sua identità.

Diciamo che Chaol non è un paziente esemplare, ha costruito una corazza intorno a sé, è scontroso, vi verrà voglia di prenderlo a pugni, ma pian piano capirete che la guarigione della quale ha bisogno è tanto fisica quanto mentale ed Yrene questo lo sa benissimo, come sa anche che dovrà combattere per poterlo fare.

Questo libro, però, è tanto di Chaol quanto di Nesryn ed ho adorato il suo personaggio!

Caspita, i personaggi femminili della Maas sono sempre così pieni di sfaccettature e con carattere e coraggio da vendere, cosa che io apprezzo immensamente.

Nesryn, nuovo capitano delle guardie, ha il compito di aiutare Chaol nella sua missione e non può fare a meno di preoccuparsi per quella che è diventata una delle persone per lei più importanti. Tuttavia, questo viaggio per lei rappresenta finalmente la possibilità di toccare con mano la realtà della quale è figlia, di non sentirsi più un'estranea ma circondata da persone che con lei condividono la cultura.
É stato meraviglioso vederla riscoprire sé stessa, le proprie tradizioni, ricongiungersi con un ramo della propria famiglia, sentirsi a casa.
Sono stata anche felice del fatto che abbia avuto un ruolo attivo in tutta la vicenda, cercando tanto quanto Chaol di aiutare Aelin.
In particolare, il suo rapporto con Sartaq credo abbia contribuito a renderla libera come non era mai stata a Rifthold.

Parlando della famiglia reale di Antica, mi sono piaciuti tutti gli intrighi di palazzo, questi nuovi personaggi ambigui, dei quali ti fai mille idee, tutte sbagliate, circa le loro vere intenzioni. 
I miei preferiti sono Kashin e Sartaq e sono molto curiosa di rivederli all'opera nel prossimo volume!

Ma non sono solo i personaggi il fulcro di questo romanzo.

Come vi avevo già anticipato, la Maas ha sganciato delle notizie bomba (sì, più di una) che rimetteranno tutto in discussione!
Proprio quando tira fuori questi assi nella manica, oppure inserisce un riferimento a qualcosa accaduto magari all'inizio della serie, capisco come tutto fosse chiaro nella sua mente fin dall'inizio.
Ragazzi, credetemi, qualsiasi cosa la Maas abbia scritto in precedenza ha un ragione, qualsiasi cosa, e in "Tower of Dawn" ne ha dato prova. Sono queste cose che mi fanno amare un'autrice e i suoi libri, la cura che ci mette per far combaciare ogni tassello di questo puzzle che vedremo concluso soltanto il prossimo anno.

Tra tutti gli elementi positivi, vorrei sottolineare anche come siano state gestite le diverse storyline e i rapporti tra i personaggi: all'inizio del romanzo ero convinta di determinate cose, credevo che ormai fossero dei punti inamovibili, tuttavia hanno preso man mano una piega inaspettata e mi sono ritrovata ad apprezzare tantissimo le scelte fatte dall'autrice.
Così come credo sia importante sottolineare come questo libro sia riuscito a mostrarci la crescita dei personaggi, cosa non affatto banale o scontata, e ad introdurre e trattare argomenti delicati come quello della disabilità.

Che dire se non che mi sono goduta questo romanzo, leggendolo lentamente e con attenzione, apprezzando questi personaggi, nuovi e vecchi, ammirando la capacità della Maas di tessere trame così fitte che forse capiremo la portata di ogni evento solo alla fine.

Credetemi, scrivere questa recensione senza fare spoiler è stata veramente un'impresa perché ci sono ancora così tante cose che vorrei dirvi, ma non potrei farlo senza rovinarvi la lettura!

Non mi resta che darvi appuntamento al prossimo autunno per il gran finale, sono certa che ci darà grandi soddisfazioni!



Il mio voto:



giovedì 24 agosto 2017

PREVIEW: TOWER OF DAWN - Sarah J. Maas

Sì, è di nuovo quel periodo dell'anno. Quale periodo, dite? Ma quello in cui comincia a salire l'hype per un nuovo libro di Sarah J. Maas, ovvio!

Sapete che sono ossessionata dai suoi libri, adoro follemente sia la serie di Acotar che quella di ToG ed è del nuovo volume di quest'ultima che parleremo oggi.

Okay, partiamo dall'inizio: la storia su Chaol è partita come una novella, ma essendo la Maas super affezionata (come me) al personaggio si è ritrovata tra le mani un vero e proprio librone di quasi settecento pagine!

Così, "Tower of Dawn", anzichè essere una semplice novella che avrebbe dovuto far luce sul viaggio di Chaol, svoltosi parallelamente agli eventi di "Empire of Storms", ci porterà a sud del continente e ci racconterà che diavolo è successo al nostro ormai ex capitano delle guardie e alla sua fidata Nesryn.

Sarà l'occasione perfetta per ritrovare almeno una nostra vecchia conoscenza, e chissà che non spunti fuori anche qualcun'altra.
Riuscirà Chaol a trovare un modo per guarire e riacquistare la mobilità degli arti inferiori? Come questi eventi influenzeranno il finale della serie?

Non ci resta che aspettare il 5 settembre per scoprirlo!


TOWER OF DAWN 

Sarah J. Maas



Editore: Bloomsbury
Pagine: 672
Prezzo: 9,99 £
Data di uscita: 5 settembre

Chaol Westfall si è sempre definito in base alla sua incrollabile lealtà, forza e alla sua posizione di Capitano delle Guardie. Ma tutto questo è cambiato da quando Aelin ha mandato in frantumi il castello di vetro, da quando gli uomini di Chaol sono stati trucidati, da quando il Re di Adarlan gli ha risparmiato la vita, ma gli ha lasciato un corpo rotto.
Ora lui e Nesryn salpano per Antica,  la roccaforte dell'Impero a sud del continente e dei leggendari guaritori di Torre Cesme. É la sola possibilità che Chaol ha di guarire, e con la guerra in arrivo a casa, la sopravvivenza di Dorian ed Aelin potrebbe dipendere dalla capacità di Chaol e Nesryn di convincere i regnanti di Antica ad allearsi con loro.
Ma quello che scopriranno li cambierà entrambi e sarà ancor più importante per salvare Erilea di quanto potessero aver immaginato.




martedì 16 maggio 2017

REVIEW: A COURT OF WINGS AND RUIN - Sarah J. Maas


A COURT OF WINGS AND RUIN
Sarah J. Maas



Editore: Bloomsbury
Pagine: 699
Prezzo: 9,99 €


Trama: Feyre è tornata alla Spring Court, determinata a captare informazioni riguardo le manovre messe in atto da Tamlin e il Re invasore che minaccia di mettere in ginocchio Prythian. Ma per farlo deve giocare ad un gioco mortale fatto di inganni... e un solo errore potrebbe costare caro non solo a Feyre ma per tutto il suo mondo.
Mentre la guerra si avvicina, Feyre dovrà decidere di chi fidarsi tra gli abbaglianti e letali High Lord... e cercare alleati in posti inaspettati.









La mia opinione: ragazzi, riuscite a credere di essere finalmente qui per parlare di questo libro? Dopo  12 mesi che sembravano durare un'eternità, dopo la sofferenza del finale di "A Court of Mist and Fury", finalmente possiamo sapere cosa accadrà ai nostri amatissimi personaggi!

Inutile dirvi che, nelle ultime settimane che hanno preceduto la pubblicazione, aprire Tumblr equivaleva ad essere sommersi da una valanga di spoiler, questo perchè alcuni lettori erano riusciti ad avere il libro in anticipo... eh già, mentre io sto ancora aspettando di mettere le mani sulla mia copia cartacea, ma ormai le mie odissee per quanto riguarda gli acquisti online sono leggenda.

Ecco, sì, sto divagando, argh! Okay, concentriamoci...

Dunque, avevamo lasciato la nostra Feyre nelle mani di Tamlin, mentre Rhys, Azriel, Cassian, Mor, Amren, Nesta ed Elain erano costretti a battere in ritirata.
Il tradimento di Tamlin aveva provocato la trasformazione di Nesta ed Elain in High Fae, ridotto le ali di Cassian a brandelli, ferito gravemente Azriel e solo apparentemente infranto il legame tra Feyre e Rhys.

Quando si tratta di concludere un libro in maniera tragica la Maas fa le cose per bene.

Quello che ritroviamo in "A Court of Wings and Ruin" è un mondo sull'orlo della guerra, sia interna tra i Fae sia con un Re disposto a tutto pur di invadere e conquistare Prythian.
Feyre è solo una delle pedine, ma dalla Spring Court è determinata a fare tutto ciò in suo potere per aiutare le persone che ama. Questa nuova Feyre è manipolatrice, scaltra, sa esattamente cosa fare, cosa dire per distruggere dall'interno la Spring Court e devo dire che non ho potuto fare a meno di gongolare e sghignazzare per tutta la parte iniziale!
Noi magari ci saremmo limitati a radere tutto al suolo, ma Feyre sa che ciò che deve fare è più importante della vendetta personale.

Ma è solo quando Feyre fa ritorno alla Night Court che le cose si fanno davvero complicate, basta con i giochi mentali, è ora di fare sul serio e forgiare una nuova alleanza tra tutte le Court, perchè è l'unico modo per sconfiggere il Re e scongiurare la rovina per tutti i Fae ma anche per gli umani.

Questo libro è stato ancora una volta diverso dai precedenti, ricco di azione ed avvenimenti perchè è proprio con questo terzo volume che si entra nel fulcro della storia, proprio ora che l'arco narrativo raggiunge il suo apice.

Feyre ha raggiunto una nuova maturità, anche perchè lo richiede il suo ruolo di High Lady della Night Court, sa quali sono le sue responsabilità ed è determinata a fare del suo meglio.
Credo che in Acowar i personaggi abbiano tutti raggiunto tutti un nuovo grado di maturità, li abbiamo visti crescere e ora è come se finalmente ci apparissero per ciò che sono in maniera definitiva.

Ho amato come la Maas abbia dato molto più spazio ai giochi politici in questo libro, come abbia gestito i capitoli dedicati alla battaglie, perchè è facile annoiare il lettore magari perdendosi in particolari inutili. Qui l'autrice è riuscita a dare una visione d'insieme delle battaglie che ho molto apprezzato.

Certo, non manca lo spazio dedicato ai sentimenti, non potrebbe essere altrimenti, ma è stato calibrato in modo da dargli lo spazio necessario e senza indugiarvi inutilmente.

Ho amato conoscere gli High Lord delle altre Court, visitarle e ampliare così l'ambientazione che finora ci aveva regalato pochi scorci di una Prythian che promette tanto altro.

I personaggi sono stati tutti magnifici (a parte Tamlin che ho continuato ad odiare anche quando avrei dovuto parzialmente perdonarlo), sono stata contentissima di ritrovare Elain e Nesta, di poter leggere del loro cambiamento (in tutti i sensi) ma soprattutto di conoscerle maggiormente, dato che di loro sapevamo veramente pochissimo. Spero vivamente che due dei tre libri in programma riguardino loro.

Ma non sono le uniche a riservare sorprese, perchè anche se credevamo di conoscere personaggi come Mor finiamo lo stesso per stupirci delle nuove informazioni su di loro.

Grazie Sarah per aver dedicato più spazio ad Azriel, uno dei personaggi più sfuggenti della serie che in questo libro si è meritato un posto speciale nel mio cuore. Un libro anche per lui, please!

Ovviamente il mio lato prettamente fangirl ha ricevuto la giusta dose di ship, anche se (oltre i Feysand, of course) i miei preferiti restano Nesta e Cassian e se non arriverà un libro per loro due sarò molto, molto contrariata!

Menzione d'onore anche per Lucien che si è visto non quanto avrei creduto ma che continua a rimanere tra i miei personaggi preferiti.

La ship del nostro cuore, i Feysand, l'ho trovata messa un pochino in ombra rispetto al libro precedente, ma sarebbe stato assolutamente stupido dedicare tutto il volume per ribadirci quanto si amino e siano perfetti insieme. Insomma, per quello esistono le fanfic, in Acowar è arrivato il tempo dell'azione e su questo fronte siamo stati largamente accontentati.

Ancora una volta Sarah J. Maas ci regala un libro diverso dai precedenti, ma capace sempre di farci battere il cuore!
E ricordate, la serie continua nel 2018: ci aspettano ancora tre libri e due novelle!

P.s. avete visto come sono stata brava? Niente spoiler nel corso della recensione, miracolo!



Il mio voto:




mercoledì 5 ottobre 2016

PROSSIMAMENTE: LA CORONA DI FUOCO - Sarah J. Maas + AGGIORNAMENTI SULLA SERIE

Buon pomeriggio miei carissimi lettori!
Come potete vedere, sto cercando di tenere fede alla promessa fatta e mi sto impegnando ad aggiornare il blog più spesso.

Oggi vi mostro, finalmente, la cover e la trama del terzo libro della serie "Il Trono di Ghiaccio"  di Sarah J. Maas che sarà pubblicato in Italia sempre da Mondadori il 25 ottobre!

Abbiamo chiesto questa pubblicazione a gran voce per mesi e mesi e immagino siate tutti felicissimi di questa notizia.


Ci sono però due novità:
- il prezzo del libro;
- la cover.

Parliamo del primo: se i precedenti volumi sono acquistabili in copertina rigida al prezzo di 17,00 €, "La corona di fuoco" avrà un prezzo di ben 19,90 €! 
Parliamo di un incremento pari quasi a 3,00 €, che per un lettore sono molti! A quanto pare la strategia dell'innalzamento dei prezzi da parte di Mondadori crea sempre più malcontento di mese in mese. 
Personalmente trovo questo nuovo prezzo troppo, troppo alto per le tasche di noi lettori e credo che, purtroppo, molti di noi rinunceranno all'acquisto.

Secondo punto: la cover. Come potete vedere, Mondadori ha deciso di rivedere lo stile delle cover dei libri di questa serie che adesso sono quasi identiche a quelle delle edizioni US e UK. 
Molti di voi hanno già manifestato irritazione nei confronti di questa scelta, in quanto adesso si ritroveranno ad avere sugli scaffali della propria libreria una serie che non è proprio il massimo dell'estetica. Da maniaca dell'estetica dei libri, avete tutta la mia comprensione.




Se invece non avete ancora acquistato i primi due volumi, siete molto fortunati perchè il 25 ottobre saranno pubblicate le edizioni economiche de "Il Trono di Ghiaccio" e "La Corona di Mezzanotte".





E non è tutto! Finalmente arriva anche il cartaceo, in edizione economica, della raccolta delle novelle "La Lama dell'Assassina", finora disponibili solo in ebook!


Be', direi che queste erano tutte le novità e gli spunti di conversazione che volevo fornirvi, perciò veniamo alla scheda di "La Corona di Fuoco"!



LA CORONA DI FUOCO 

Sarah J. Maas


Editore: Mondadori
Pagine: 480
Prezzo: 19,90 €
Data di uscita: 25 ottobre


Sopravvissuta a duelli mortali e a un dolore inconsolabile, Celaena Sardothien è ora in viaggio verso una nuova terra dove affronterà una verità che potrebbe cambiarle la vita, e il futuro, per sempre. In questo capitolo della saga, Celaena dovrà fronteggiare forze oscure e mostruose, ma prima sarà costretta a sconfìggere i propri demoni interiori e a fare i conti con un amore impossibile che le ha spezzato il cuore. Mistero, romance, complotti di palazzo e magia si mescolano nel terzo episodio della saga epic-fantasy "Il trono di ghiaccio".